Zanoni (Assobio): “Italia tra i leader nel mondo del biologico, ma serve aumentare la quota di consumi nazionali”

2019-09-26T10:50:33+02:0026 Settembre 2019 - 10:50|Categorie: Bio|Tag: , , , , , |

Bologna – Italia sempre più leader del bio a livello globale. “I nuovi dati sull’andamento del mercato biologico, nonostante una situazione economica italiana non particolarmente brillante, si confermano positivi, soprattutto per l’export, che ha visto nel 2018 un’ulteriore crescita del 10%, superando i 2,2 miliardi di euro di vendite, che rappresentano ora più del 5% dell’esportazione agroalimentare italiana”, sottolinea Roberto Zanoni, presidente di AssoBio. “Anche il mercato interno è cresciuto in modo positivo di oltre il 5%, a confronto con la staticità del settore alimentare convenzionale attualmente in linea con l’inflazione. All’aumento delle vendite hanno contribuito in maniera positiva sia la Gdo, che altri canali: ristorazione, hotel, bar, gastronomie, mense, vendite online”. Positive le performance del made in Italy anche oltreconfine. “Ai primati nell’ambito della produzione agricola, si affianca la leadership mondiale delle aziende che trasformano i prodotti biologici: si tratta di oltre 18mila imprese di ogni dimensione, cioè oltre 3mila in più di quelle tedesche e francesi, 15mila in più della Spagna”, riprende Zanoni. “Siamo il primo esportatore dell’Unione Europea – con oltre 2 miliardi di euro – e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti: prodotti biologici italiani si trovano negli scaffali dei negozi specializzati e dei supermercati di un’ottantina di Paesi, a testimonianza della fiducia e dell’apprezzamento per la qualità dei prodotti delle aziende italiane. L’impegno, ora, è mantenere la leadership continentale per l’export, ma contemporaneamente aumentare la quota di consumi nazionali. L’Italia è al quinto posto al mondo e al terzo posto in Europa per entità del mercato interno, ma la spesa pro capite è ancora contenuta: parliamo di 52 euro l’anno, pochi se confrontati con i 288 euro della Svizzera, i 278 della Danimarca o i 237 della Svezia”.

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