Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: in calo i prezzi di latte e crema

Cremona – Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli di Assocaseari fanno il punto sulle dinamiche del mercato lattiero caseario la scorsa settimana, che ha registrato una lieve discesa dei prezzi di crema e latte, per effetto della diminuzione della domanda. In aumento l’abbattimento dei capi di bestiame in Europa. Sempre in crescita le quotazioni dei formaggi a pasta dura Dop, in Italia. Di seguito il commento integrale:

– Offerte di crema e latte a prezzi calanti. La crema tedesca viene trattata a 2,25 euro/Kg reso Italia e le offerte di latte crudo si quotano a 0,37-0,38 euro/lt. La sensazione è che i prezzi siano in calo, non per aumento dell’offerta ma per diminuzione della domanda. E’ da ricordare, però, che alcune latterie tedesche da dicembre pagheranno 0,35 euro/lt e Campina addirittura 0,375 euro/lt, il che dovrebbe portare gli allevatori a forzare sull’alimentazione in modo da avere una maggior produzione di latte. Secondo fonti autorevoli, forzando sull’alimentazione in alcuni casi si può arrivare ad avere una resa superiore per capo a due cifre percentuali. Visto l’indebitamento degli allevatori esteri, è difficile pensare che aumentino i numeri dei capi comprando bestiame. Sono notevoli gli aumenti percentuali dell’abbattimento dei capi rispetto al 2015; in Germania siamo oltre l’8% e in Olanda addirittura oltre il 14%. In totale, in Europa risultano abbattuti più di 5 milioni di capi nel 2016, mediamente +7,5% rispetto al 2015.
– Bollettini del burro invariati sia a Kempten, 4,35 minimo e 4,45 euro/Kg massimo, che in Olanda (4,39 euro/Kg e in Francia a 4,56 euro/Kg). Continua ad essere molto poca l’offerta e sempre a prezzi alquanto elevati. Sembra che i supermercati tedeschi stiano ricevendo il 50% di quanto ordinato. Purtroppo, mancano ancora i dati aggiornati sullo stoccaggio privato di burro, che in questo momento sarebbe interessante avere.
– Malgrado i bollettini del latte in polvere segnino aumenti sia in Germania che in Olanda e in Francia, resta comunque alta l’attesa per la decisione della Commissione riguardo i prezzi a cui accettare la vendita del latte all’intervento. Anche qui mancano i dati aggiornati sulle esportazioni. Sembra, però, che dopo un periodo di calo dovuto anche alle basse quotazioni del petrolio, la domanda sia in crescita. E dato che la Nuova Zelanda si sta avvicinando all’inverno, quindi al periodo di minor produzione, e ha i magazzini vuoti, questo aumento di domanda potrebbe trovare sbocco sul mercato europeo. Un dato che sarebbe positivo, visto che continuano ad aumentare le consegne di latte in polvere allo stoccaggio privato, che questa settimana hanno riguardato ben 1.712 tons.
– I bollettini del siero in polvere segnano una leggera ripresa in Germania e Olanda, fermi in Francia.
– Prosegue l’aumento delle quotazioni dei prezzi dei formaggi duri italiani nelle principali Borse merci; in rialzo anche le quotazioni dei formaggi semiduri e molli. Nella Ue, le quotazioni medie dei formaggi sono aumentate tranne che per il gouda, che da 3,10 è passato a 3,07 euro/Kg.

 


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