Cereali, calano le quantità importate e aumentano i prezzi

Roma – Nei primi otto mesi del 2019, come riportato da Anacer (l’Associazione nazionale cerealisti), nel comparto cerealicolo italiano il saldo valutario netto ha toccato 1.442,6 milioni di euro di deficit, in peggioramento rispetto al dato dell’agosto 2018. Sul fronte dell’import, nonostante un calo in termini quantitativi di 30mila tonnellate (-0,3%), si è contrapposto un aumento in valore di 170,4 milioni (+4,7%). La crescita ha riguardato gli arrivi di grano duro e granoturco, mentre sono crollate le importazioni di grano tenero. Calo anche per l’orzo e per l’avena. Per quanto riguarda l’export, anche qui è stato registrato un calo quantitativo generale di 98mila tonnellate (-3,3%), mentre, come per l’import, si nota una crescita del valore (+67 milioni di euro, +3%). In calo le esportazioni dei cereali in granella, semola di grano duro e prodotti trasformati. Anche le vendite di riso segnano una flessione del 7,5%. Tengono bene invece le esportazioni di mangimi a base cereali e paste alimentari.

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