Consorzio tutela asiago: “E’ necessario che l’Italia prenda atto dell’attacco politico contro le Ig”

Vicenza – “Di fronte a chi oggi mette in discussione lo stretto legame tra denominazione e luogo geografico d’origine come le  recenti richieste di organizzazioni di produttori nordamericani indirizzate al presidente Trump di non riconoscere le Indicazioni geografiche negli accordi commerciali, è necessario che il sistema politico italiano prenda atto dell’attacco globale in corso e agisca, di concerto con la Ue, per salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale legati ai prodotti Dop e Igp, la cui tutela coincide non solo con la difesa di interessi economici vitali ma con la difesa di un valore non negoziabile: l’identità e la cultura di intere comunità locali”. E’ questo, nelle parole del presidente, Fiorenzo Rigoni, il messaggio che il Consorzio tutela formaggio asiago lancia dopo che, negli ultimi tre mesi, è stato protagonista di un’intensa azione di tutela che ha visto il pieno riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale e una serie di vittorie legali contro tentativi di usurpazione ottenute in Cina, Giappone e Messico, paesi dove sono in corso i negoziati bilaterali con l’Unione europea. Proprio per segnare l’importanza di questo percorso, il Consorzio è tra i promotori di Origin, l’organizzazione non governativa che riunisce oltre 500 associazioni di produttori di Indicazioni geografiche di 40 diversi paesi. Quest’anno, per la prima volta, Origin realizzerà la sua assemblea generale biennale in Italia, a Treviso, dal 17 al 19 ottobre. Un evento nel quale il Consorzio sarà parte attiva e che vede, mercoledì 18 ottobre, nella conferenza “Towards a 2020 Geographical Indications (GIs) International Agenda” l’occasione per avviare un confronto su molti temi strategici come la tutela online, la sostenibilità, il rafforzamento delle associazioni e la compatibilità del sistema di tutela Ue delle Dop e Igp con le norme internazionali.