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Dico chiede al tribunale il concordato preventivo in continuità

Roma – Dico ricorre alla chiusura momentanea di 132 punti vendita in 14 regioni. Fermi 500 addetti, su 4mila totali, in attesa del ciclo di forniture. La riapertura è prevista per settembre. Ma la grave crisi finanziaria in cui versa il gruppo sarà portata all’attenzione del ministero dello Sviluppo economico il prossimo 19 luglio (o il 26, nel caso in cui l’azienda richieda più tempo al commissario giudiziale). Scrive il Sole 24 Ore che Dico, con le insegne Tuodì market e Tuodì Superfresco, ha pagato gli stipendi di giugno e ha presentato al tribunale di Roma una domanda di concordato preventivo in continuità “per mettersi al riparo dalle istanze di sequestro dei creditori e tentare di salvare l’azienda”. Nel frattempo la società starebbe elaborando un piano industriale o un piano di ristrutturazione del debito con una maggioranza qualificata di creditori. Il bilancio del 2015 parla di un fatturato a 754 milioni di euro, in perdita di 40,3 milioni. In parallelo, la famiglia Faranda, che ha acquistato Dico da Coop, porta avanti dal 2015 un ricorso arbitrale su un contenzioso da 300 milioni con Coop Alleanza 3.0, che si difende affermando di aver affrontato, per questa transazione, un contenzioso tributario da 9 milioni di euro.