Oms: più tasse su bevande zuccherate e alcol per ridurre le malattie e finanziare la sanità

2026-01-21T08:31:02+02:0020 Gennaio 2026 - 17:21|Categorie: Dolci&Salati, in evidenza, Vini|Tag: , , , |

Ginevra (Svizzera) – L’Oms, in due rapporti pubblicati il 13 gennaio, invita i governi ad aumentare le tasse su bevande zuccherate e alcoliche per ridurre il consumo e finanziare così i servizi sanitari.

A luglio 2024, almeno 116 Paesi applicavano accise nazionali ad almeno una bevanda zuccherata; 114 tassavano le bevande gassate zuccherate. Dal 2022 tali bevande sono diventate meno accessibili in 34 Paesi (28% di quelli con stime disponibili). Tuttavia, la tassazione resta limitata: la maggior parte dei Paesi non tassa succhi 100% frutta, tè o caffè zuccherati pronti da bere, né bevande zuccherate a base di latte (incluse alternative vegetali). L’imposta mediana, spiega Food Business News, vale circa il 2% del prezzo e spesso copre solo una parte dei prodotti; in diversi casi non ha tenuto il passo con inflazione e crescita dei redditi. L’Oms conclude che le accise sulle bevande zuccherate non sono sfruttate appieno e chiede politiche fiscali meglio progettate e aliquote più alte per ridurre l’assunzione di zuccheri e prevenire patologie come obesità e carie.

Non sono disponibili dati per gli Stati Uniti, che non tassano specificamente le bevande zuccherate a livello nazionale. Per area geografica: Africa 89% dei Paesi con accise; Mediterraneo orientale 77%; Sud-Est asiatico 75%; Americhe 67%; Pacifico occidentale 50%; Europa 42%.

Sul fronte alcol, almeno 167 Paesi applicavano accise nazionali a luglio 2024; 12 vietano l’alcol. L’Oms promuove l’iniziativa ‘3 entro il 35’ per aumentare i prezzi di tabacco, alcol e bevande zuccherate entro il 2035 (leggi qui).

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