Campobasso – Il pastificio La Molisana chiude il 2025 con ricavi in crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente, sfiorando i 370 milioni di euro. Un risultato che porta l’azienda al 10,8% della quota di mercato della pasta in Italia, al secondo posto dietro Barilla (21,55%). Il percorso di crescita è iniziato nel 2011, quando il gruppo fatturava appena 19 milioni di euro e deteneva lo 0,3% del mercato. In quell’anno la quarta generazione della famiglia Ferro, guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Ferro, ha rilevato il mulino e il pastificio dal fallimento, rilanciandolo insieme alla sorella Rossella e ai cugini Flavio e Francesco. “Siamo mugnai di quarta generazione e pastai di prima – spiega Ferro in un’intervista a Repubblica A&F –. Il segreto del rilancio è la passione che abbiamo messo nel progetto, insieme alla fiducia nel territorio e nelle sue persone”. Oggi l’azienda coinvolge circa 330 famiglie.
La strategia punta su qualità e filiera italiana, con l’utilizzo esclusivo di grano duro nazionale, e su una forte espansione internazionale. Nel 2025 circa la metà del fatturato è arrivata dall’estero, con vendite in 104 Paesi. L’obiettivo è raggiungere nel 2028 i 550 milioni di ricavi, di cui due terzi sui mercati internazionali.
Negli ultimi 15 anni La Molisana ha investito oltre 200 milioni di euro in produzione e prevede altri 100 milioni per un nuovo stabilimento che raddoppierà la capacità produttiva. Nel 2024 l’azienda ha lavorato 207.921 tonnellate di grano duro italiano. “Innovazione e nuovi formati restano centrali: dal Rigacuore, il rigatone a forma di cuore, allo spaghetto quadrato e triangolare. In futuro non è esclusa una diversificazione verso sughi pronti o biscotti”. Confermata invece la scelta di mantenere produzione e materie prime interamente in Italia, mentre l’azienda prepara già il passaggio alla quinta generazione della famiglia Ferro.