Soia: Assitol chiede di rivedere le nuove norme Ue sul rischio Iluc

2026-05-26T12:35:01+02:0026 Maggio 2026 - 13:30|Categorie: Carni, Grocery, Mercato|

Milano – Le nuove norme europee sulla soia potrebbero mettere a rischio la competitività della filiera dei semi oleosi in Italia e in Europa. È l’allarme di Assitol, che chiede di bloccare il Regolamento delegato attualmente all’esame del Parlamento Ue, che include la soia tra le colture ad alto rischio Iluc (cambiamento indiretto dell’uso del suolo). La normativa prevede nuovi obblighi di certificazione ‘low-Iluc’ per la soia impiegata in particolare nei mangimi e nei biocarburanti, con possibili impatti su una filiera già dipendente dall’import di materia prima.

Secondo Assitol, il provvedimento si sovrappone ad altre regole ambientali europee, come quelle sulla deforestazione, aumentando gli oneri per le imprese. L’associazione evidenzia come le criticità ambientali siano concentrate soprattutto fuori dall’Unione europea, in particolare in Sud America, e giudica quindi sproporzionata l’estensione delle misure all’intera produzione. Il rischio, sottolinea, è una perdita di competitività per le imprese europee rispetto ai produttori extra-Ue. Particolarmente esposta sarebbe l’Italia, primo produttore europeo di soia con circa 1 milione di tonnellate annue e oltre 20mila agricoltori coinvolti. Le nuove regole potrebbero penalizzare la filiera nazionale e aumentare la dipendenza dalle importazioni di farina di soia per uso mangimistico.

Assitol propone di circoscrivere l’applicazione del regolamento alle sole aree a maggior rischio, per evitare effetti distorsivi e garantire un approccio più equilibrato alla normativa europea.

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