Los Angeles (Usa) – Le cantine californiane restano frenate da scorte elevate e consumi deboli. Secondo il ‘Preliminary grape crush report’ del California Department of Food & Agriculture, la vendemmia 2025 si attesta a 2,62 milioni di tonnellate, in calo dell’8,4% sul 2024 e ai minimi dal 1999, proseguendo un trend negativo iniziato nel 2018.
Il dato, riporta Agrisole, è accompagnato da fenomeni strutturali come la mancata vendemmia volontaria e l’estirpazione dei vigneti, che ha già ridotto del 7% la superficie coltivata, segno di un settore in adattamento a una domanda stagnante.
A livello varietale, calano i principali vitigni: Cabernet Sauvignon -4,8%, Chardonnay -7% e Pinot Noir -13%. In controtendenza Pinot Grigio (+4,2%) e Sauvignon Blanc (+16%), sostenuti dalla crescente richiesta di vini bianchi freschi e aromatici.
Sul fronte commerciale, l’export statunitense del vino crolla del 35% a 790 milioni di dollari, penalizzato soprattutto dal -77% delle vendite in Canada, colpite dalla guerra dei dazi.
Il quadro territoriale è disomogeneo: il District 8 (Paso Robles) cresce del 4,5%, mentre la Central Valley (District 11) registra un -11,2%. Più contenuto il calo nella Napa Valley (-2,2%), dove il Cabernet limita le perdite.