San Paolo (Brasile) – Jbs, colosso brasiliano delle carni, ha registrato un fatturato complessivo di 86,2 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre l’utile netto è di 415 milioni di dollari, in rialzo dello 0,5% rispetto all’anno precedente, ma leggermente inferiore ai 428 milioni di dollari previsti dagli analisti consultati dalla Borsa di Londra, come riporta Marketscreener. I ricavi record sono stati controbilanciati da una contrazione dei margini, sempre per quanto riguarda l’ultimo trimestre. Jbs ha dichiarato che la scarsità di offerta di bestiame negli Stati Uniti ha spinto al rialzo i costi e compresso i margini nella divisione North American Beef, il suo principale segmento per fatturato.
L’amministratore delegato Gilberto Tomazoni ha scritto su Linkedin: “Jbs ha raggiunto il fatturato più alto della sua storia. L’utile netto ha raggiunto i due miliardi di dollari nel periodo, con una crescita annua del 15% […] Chiudere il 2025 con una crescita dei ricavi del 15%, la più alta nella nostra storia, rappresenta una pietra miliare che dimostra la forza e la resilienza della nostra piattaforma diversificata sia in termini di proteine che di geografia. Questo anticipo sull’utile rafforza la coerenza della nostra esecuzione, mantenendo margini robusti e la nostra capacità di continuare a crescere e generare valore per gli azionisti”.
L’Ad ha dichiarato a Reuters che le prospettive per l’offerta di bestiame negli Stati Uniti rimarranno sfidanti nel 2026 a causa della fase discendente del ciclo zootecnico.
Tomazoni ha anche affermato che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno aumentato i costi logistici. I flussi commerciali rimangono aperti (Jbs ha tre stabilimenti in Medio Oriente) e l’azienda non ha riscontrato impatti sulla domanda nel Golfo Persico.