Milano – “La misura 5.0 è iniziata male ed è finita peggio. Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale mette fine nel peggiore dei modi alla misura, riducendo del 65% il credito d’imposta per quelle aziende che lo hanno prenotato tra il 7 e il 27 novembre 2025, all’indomani della chiusura improvvisa delle prenotazioni. È assurdo che queste imprese si vedano ora riconosciuto meno del 20% che avrebbero avuto scegliendo il 4.0” Questo l’allarme lanciato dal presidente di Federmacchine, Bruno Bettelli, per le modifiche introdotte alla misura Transizione 5.0 con il recente provvedimento in Gazzetta Ufficiale.
“Una decisione simile torna a minare pesantemente la nostra fiducia nei confronti del Governo e penalizza tutte quelle aziende che hanno portato avanti gli investimenti sapendo di poter contare sul sostegno del credito d’imposta. Condividiamo la proposta del vicepresidente di Confindustria Marco Nocivelli: si riconosca prima il debito con le imprese esodate del 5.0. E ci uniamo al suo appello al Governo di ripristinare gli impegni presi con il tessuto produttivo e industriale italiano al più presto e comunque non oltre il passaggio parlamentare, che deve avvenire in tempi rapidissimi”, continua Bettelli.
Federmacchine si augura che venga convocato quanto prima un tavolo con i rappresentanti delle categorie interessate. Inoltre, la federazione evidenzia la necessità di un intervento correttivo che ristabilisca condizioni minime di coerenza della politica industriale, a partire dal pieno riconoscimento dei benefici attesi o, quantomeno, da una soglia minima non inferiore al 20% dell’investimento. Ulteriore elemento di attenzione riguarda il reintegro delle tecnologie legate alle fonti di energia rinnovabile, in coerenza con l’impianto originario della misura.