Dazi: i costi ricadono al 95% su consumatori e imprese Usa, secondo un’analisi della Bce

2026-03-31T11:12:47+02:0031 Marzo 2026 - 11:12|Categorie: Mercato|Tag: , , , , |

Francoforte (Germania) – Chi paga davvero i dazi voluti dall’amministrazione Trump? Stando a un’analisi pubblicata nel Bollettino Economico della Banca Centrale Europea (Francoforte), l’onere ricade in larga parte (95%) sull’economia domestica statunitense, mentre solo una quota marginale – circa il 5% – è assorbita dagli esportatori esteri.

Lo studio evidenzia come l’aumento dei dazi, saliti dal 3% a oltre il 18% nel 2025, abbia determinato una contrazione sia dei prezzi delle importazioni (al netto dei dazi) sia dei volumi. In particolare, i flussi commerciali hanno registrato un calo significativo, con effetti differenziati tra i principali partner, tra cui Cina, Unione europea, Canada e Messico, si legge nella nota diffusa dalla Bce.

Il coefficiente medio di trasferimento dei dazi (pass-through) si attesta a 0,95: ciò implica che un incremento del 10% delle tariffe si traduce in un aumento dei prezzi del 9,5%, confermando una limitata capacità degli esportatori di assorbire i costi. Più marcato l’impatto sui volumi, con un’elasticità complessiva pari a -3,7.

Nel medio-lungo periodo, la pressione sui prezzi potrebbe intensificarsi: “le imprese Usa, esaurita la capacità di assorbimento, trasferiranno una quota crescente dei costi ai consumatori, che potrebbero arrivare a sostenere oltre la metà dell’onere complessivo”, conclude la Bce.

 

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