Roma – L’alimentare si conferma uno dei pilastri del ‘nuovo Made in Italy’ e uno dei principali motori del surplus commerciale italiano. Secondo il report della Fondazione Edison, ripreso da Il Sole 24 Ore, nel 2024 l’Italia ha rafforzato la propria presenza sui mercati esteri grazie soprattutto alle filiere agroalimentari di maggiore specializzazione.
Nel confronto internazionale, il dato più rilevante per il settore è il primo posto mondiale dell’Italia per surplus commerciale nelle paste alimentari e nei pomodori preparati o conservati. A questo si aggiunge il secondo posto mondiale per vini e spumanti e per formaggi e latticini.
Il report inserisce l’alimentare tra i comparti trainanti del ‘nuovo’ Made in Italy, insieme a farmaceutico e nautica. Un perimetro produttivo che, nel 2024, ha contribuito in modo decisivo al surplus commerciale italiano, arrivato a 62 miliardi di euro, con l’Italia davanti a Germania e Francia.
Per le imprese del settore, “i dati segnalano una capacità consolidata di presidiare l’export con prodotti identitari, brand riconoscibili e filiere fortemente orientate alla qualità. In uno scenario condizionato da tensioni geopolitiche e costi energetici elevati, l’agroalimentare continua quindi a rappresentare una leva strategica per la competitività industriale del Paese”, si legge nel report.