Verona – Il vino nella grande distribuzione italiana chiude il 2025 con un bilancio in chiaroscuro. Secondo lo studio Circana per Vinitaly – Il mercato del vino nella Gdo italiana, presentato oggi in occasione della seconda giornata di Vinitaly da Virgilio Romano, insight director di Circana, il comparto di vini e spumanti ha sviluppato vendite per 3,2 miliardi di euro e 737 milioni di litri, con un calo dello 0,5% a valore e del 2,7% a volume. A contenere la flessione del fatturato è stato l’aumento del prezzo medio (+2,3%), spinto da consumatori sempre più orientati verso referenze di fascia più alta.
Il tema chiave è infatti l’“effetto mix”: si compra meno, ma meglio, stando allo studio. Le fasce oltre i 10 euro mostrano le performance più dinamiche, mentre i vini sotto i 5 euro, che concentrano ancora la maggior parte dei volumi, registrano le contrazioni più pesanti. Tra i segmenti più performanti si segnalano i bianchi sopra i 5 euro (+2%) e soprattutto quelli oltre i 10 euro (+8,4%).
Per tipologia, gli spumanti si confermano la categoria più tonica, con +1,5% a volume e +1,2% a valore, trainati da rosati e bianchi. In difficoltà i vini fermi, che arretrano del 3,1% nei volumi e dello 0,5% nel valore. I rossi perdono il 4,2%, pur mantenendo la quota più ampia del mercato, mentre i frizzanti evidenziano la flessione più marcata. La contrazione interessa quasi tutti i canali distributivi, con la sola eccezione dell’e-commerce. Tra i segnali emergenti, infine, si rafforzano territorialità, denominazioni meno consolidate e la nicchia dei dealcolati.