Parma – Cresce nel 2025 l’affettato del Prosciutto di Parma (+1,72%) mentre cala il prodotto intero (-2,01%), confermando il cambiamento nei consumi verso soluzioni pratiche e pronte all’uso, come il direttore marketing del Consorzio, Paolo Tramelli, su Teseo by Clal.
Gli Usa restano il primo mercato estero del Prosciutto di Parma, anche se i dazi al 15% e il dollaro debole hanno contribuito a un calo del 6% delle spedizioni. Le tensioni geopolitiche hanno inoltre frenato le esportazioni verso altri mercati chiave come UK, Australia e Canada. Per problemi legati alla Peste suina restano chiusi alla Dop importanti paesi come Giappone, Cina e Corea del Sud.
Il Prosciutto di Parma ha trovato un mercato ricettivo nell’Ue, che fa segnare un incremento complessivo del +5,87%. Spiccano performance particolarmente dinamiche nei mercati emergenti come Romania (+63,86%) e Portogallo (+17,53%), le conferme di Belgio (+15,70%) e Paesi Bassi (+7,6%) e i segnali positivi dei mercati storici come Francia (+4,84%) e Germania (+3,95%).