Milano – In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, Assica ha preso parte, lo scorso 17 aprile, alle celebrazioni con un’iniziativa rivolta ai giovani presso l’ITS Tech&Food di Parma, centro di eccellenza per la formazione tecnica nel settore agroalimentare.
L’evento ha visto la partecipazione di: Francesca Caiulo, Direttrice della Fondazione ITS Tech&Food; Tiziana Formisano, Responsabile Ufficio stampa di Assica, Ferdinando Gazza, Professore del Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell’Università di Parma; Massimo Malnerich, agente vigilatore di Salumitalia – Consorzi Indicazione Geografica; Monica Bergamaschi, Maria Silvia Grisenti, Nicoletta Simoncini e Vanna Moscatelli, ricercatrici della Ssica – Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari.
“Assica partecipa con convinzione alla Giornata Nazionale del Made in Italy, un appuntamento di grande valore per promuovere le eccellenze produttive del nostro Paese e trasmetterne il significato alle nuove generazioni. Crediamo fortemente nella formazione dei giovani, che rappresentano il futuro delle nostre imprese e dei comparti simbolo del Made in Italy, come quello della salumeria italiana”, ha dichiarato Tiziana Formisano.
Francesca Caiulo ha poi illustrato l’offerta formativa dell’ITS Tech&Food: “All’ITS offriamo ai ragazzi una formazione che rispecchia le esigenze del mercato. Prepariamo tecnici capaci di leggere i cambiamenti e affrontare sfide complesse, come salvaguardare il patrimonio che la nostra tradizione alimentare ci consegna e proiettarlo verso il futuro in un’ottica di miglioramento, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, nutrizione e salute. Giornate come queste ci permettono di confrontarci con professionisti ed esperti su come scienza e ricerca applicata siano fondamentali per tutelare l’autenticità dei prodotti Made in Italy e garantirne il futuro in mercati sempre più attenti a innovazione e sostenibilità”.
Ferdinando Gazza ha ripercorso la storia millenaria della salumeria italiana: “La tradizione salumiera affonda le proprie radici nella necessità antica di conservare la carne tramite salagione ed essiccazione. Etruschi e Romani perfezionarono queste tecniche, concentrandosi sul maiale, animale di grande valore per l’elevato rendimento. Nel Medioevo, la figura del norcino consolidò l’arte salumiera, trasformando il salume in uno dei pilastri della gastronomia italiana”.
Massimo Malnerich ha sottolineato il valore delle produzioni certificate: “L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di salumi tutelati Dop e Igp. Un primato che testimonia la grande tradizione norcina del nostro Paese e che deve essere difeso e valorizzato, sia a livello locale sia internazionale. Questo è uno dei compiti principali dei Consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero”.
In chiusura, le ricercatrici Ssica, Monica Bergamaschi, Maria Silvia Grisenti, Nicoletta Simoncini e Vanna Moscatelli hanno illustrato come i salumi rappresentino un patrimonio di qualità grazie alle loro caratteristiche nutrizionali, tra cui proteine ad alto valore biologico, vitamine e minerali essenziali. “Al tempo stesso, gli aspetti percepiti come critici dal consumatore si trasformano oggi in concrete opportunità di miglioramento attraverso la ricerca e l’innovazione. In questo contesto si inserisce l’attività di Ssica, che supporta il settore nel rispondere ai cambiamenti normativi e alle nuove esigenze del mercato. Un tema particolarmente attuale è l’impiego dei conservanti, determinante sia nei prodotti cotti sia in quelli crudi stagionati”.