Lecce – Il Salice Salentino Doc celebra i 50 anni della denominazione e guarda all’evoluzione del mercato apportando nuove modifiche al disciplinare produttivo. Dopo l’introduzione, lo scorso 7 aprile, delle tipologie Superiore (rosso) e Verdeca (bianco), l’assemblea dei soci ha approvato il 19 maggio un ulteriore aggiornamento delle regole produttive, ora atteso al vaglio ministeriale per il 2027, come riporta Agrisole.
Due le novità principali. La prima riguarda ‘l’introduzione del Salice Salentino Superiore Negroamaro vinificato in bianco, che punta a valorizzare una tipologia già diffusa tra le cantine del territorio, oggi commercializzata come Igt Puglia. “È un vino che il 50% delle nostre cantine già produce con ottimi risultati”, spiega il direttore del Consorzio, Eugenio Manieri. La seconda novità è l’abbassamento dello 0,50% del grado alcolico per le sei tipologie bianche della Doc, tra cui Chardonnay, Fiano e Verdeca, “per cominciare ad andare incontro alle nuove sensibilità del mercato”.
Tra le modifiche approvate figura anche l’inserimento in etichetta del nome Negroamaro per il rosso Superiore, non previsto nella precedente versione del disciplinare, lasciando invariati resa a 90 quintali per ettaro, quota minima del vitigno al 90% e affinamento di almeno 12 mesi.
La Doc conta 1.302 ettari in sette comuni tra Lecce e Brindisi, circa 600 viticoltori, 28 cantine e 55 imbottigliatori. Dalla vendemmia 2025 sono stati prodotti 84mila ettolitri, con 6 milioni di bottiglie pari a 43mila ettolitri. L’imbottigliato vale 34 milioni di euro, contro i 16 milioni del prodotto sfuso.