Presentata l’edizione 2026 del salone parigino, che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre. Sono attesi 8mila espositori e 295mila visitatori da tutto il mondo. Le anticipazioni del direttore marketing e comunicazione. Che sul paragone con Anuga e Tuttofood dice che…
Di Elisa Tonussi
“Sarà l’edizione più grande di sempre”. Parole e musica sono di Jean Gabriel Mollard, direttore marketing e comunicazione di Sial Paris, che andrà in scena dal 17 al 21 ottobre nel quartiere fieristico di Paris Nord Villepinte. L’occasione è la conferenza stampa di presentazione del salone, che si è tenuta il 27 maggio a Milano. I numeri parlano chiaro: saranno presenti 8mila espositori (l’Italia sarà il Paese maggiormente rappresentato in fiera) ed è previsto l’arrivo di 295mila visitatori professionali da tutto il mondo. Numerose le novità anticipate da Mollard. Che non teme confronti con Anuga e Tuttofood.
Quali sono le novità dell’edizione 2026 di Sial?
Sial Paris 2026 proporrà un’esperienza ancora più immersiva, fluida e business oriented. Abbiamo predisposto strumenti di matching intelligente e il nuovo spazio Meet&Match per massimizzare gli incontri con operatori qualificati. Tra le novità, un nuovo padiglione interamente dedicato agli snack e ai confezionati alimentari e percorsi tematici per guidare i professionisti tra settori strategici come quelli dei surgelati, delle private label o dell’alimentazione funzionale.
Diversi espositori, che durante la scorsa edizione erano stati collocati nei padiglioni aggiuntivi, hanno lamentato una cattiva gestione degli spazi…
È vero che, comparati ai padiglioni permanenti, quelli aggiuntivi possano risultare deludenti. Volevamo, però, che la manifestazione si svolgesse interamente negli spazi di Paris Nord Villepinte. Abbiamo dunque optato per un compromesso. È altrettanto vero che, se la manifestazione dovesse crescere ancora, dovremo cercare nuove soluzioni. Quest’anno, comunque, abbiamo migliorato la qualità delle strutture aggiuntive dal punto di vista dell’acustica, dell’isolamento e dell’allestimento. Siamo inoltre intervenuti sulla cartellonistica interna alla fiera, affinché questi spazi siano adeguatamente segnalati.
Quanti espositori hanno già confermato la loro presenza?
A oggi il 95% della superficie espositiva è già riservata. È prevista la partecipazione di quasi 8mila espositori disposti su uno spazio di oltre 280mila metri quadrati, organizzati in 10 settori chiave dell’agroalimentare. L’Italia è storicamente tra i Paesi più rappresentati in fiera. E nel 2026 non sarà da meno. Al momento, numerosi espositori italiani hanno confermato la loro presenza, per un totale di quasi 17mila metri quadrati di spazio occupato.
Quanti buyer sono attesi?
Sial Paris 2026 prevede di accogliere circa 295mila visitatori professionali da tutto il mondo, tra cui più di 5mila top buyer internazionali dai canali della Grande distribuzione, del Food service e dell’industria, con un potere d’acquisto di circa 60 miliardi di euro.
L’edizione di Tuttofood che si è appena conclusa ha visto una folta partecipazione di buyer esteri. Considerando che anche in futuro si svolgeranno nello stesso anno, come pensa si possano differenziare i due saloni?
Il mercato fieristico europeo è molto vivace, ma penso ci sia spazio per tutti e che gli obiettivi di Tuttofood e Sial siano complementari. Sial Paris è una vetrina mondiale, in termini di visitatori, top buyer e tipologia di business realizzato. Basti pensare che i soli espositori brasiliani, nel 2024, hanno firmato contratti per 3 miliardi di dollari. Sial è dunque una fiera ‘di volumi’, un luogo dove i player più importanti del settore agroalimentare mondiale hanno occasione di incontrarsi. Tuttofood, invece, conserva un animo più regionale quanto a offerta e visitatori.
Che cosa distingue, invece, Sial da Anuga?
Anuga è molto orientata ai Paesi germanofoni. È dunque una manifestazione estremamente interessante per le aziende che vogliano fare business in quei mercati. Sial è una fiera globale. Il nostro salone, peraltro, esplora maggiormente i nuovi trend del settore, sebbene abbiamo notato che pure Anuga da qualche anno sta percorrendo questa strada.