Amendolara (Cs) – Quattro braccianti di nazionalità pakistana sono morti carbonizzati all’interno di un’auto nei pressi dell’area di servizio della statale 106 Jonica, ad Amendolara, in provincia di Cosenza. I responsabili sarebbero stati individuati in due connazionali delle vittime: Torna così a palesarsi la mano violenta del caporalato nello sfruttamento delle attività agricole, con il sospetto che gli autori del massacro siano al soldo della criminalità organizzata.
Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha espresso profonda indignazione, chiedendo che venga fatta piena luce sulla dinamica dei fatti. “La lotta dello Stato contro la criminalità è necessaria”, ha dichiarato il Ministro, ricordando le misure introdotte dall’esecutivo. “Con il Governo Meloni abbiamo aumentato il contrasto al caporalato, istituito la clausola di condizionalità sociale per escludere dai fondi pubblici le aziende che non rispettano le leggi, e incrementato i flussi di lavoratori regolari. Questo crimine non ci fermerà”.
Dura la posizione delle parti sociali. Antonio Castellucci, reggente nazionale della Fai Cisl, ha parlato di “un fatto di una gravità inaudita”, sottolineando come, accanto a tante imprese agricole che operano nella piena legalità, esista una rete parallela alleata con la criminalità. “Servono azioni forti e coerenti per l’emersione del lavoro nero e per spingere i lavoratori a denunciare ricatti e violenze”, ha incalzato Castellucci.
Sulla stessa linea Enrica Mammucari, segretaria generale della Uila, che ha evidenziato il doloroso contrasto tra l’evento e i valori costituzionali. Per sradicare il caporalato, Mammucari ha proposto “un permesso di soggiorno per attesa occupazione per chi resta intrappolato nell’irregolarità alla scadenza dei contratti”, chiedendo inoltre di rafforzare gli enti bilaterali territoriali per gestire in modo trasparente trasporti, alloggi e collocamento dei lavoratori della filiera.