Di Giulio Rubinelli
Negli ultimi anni la rete dei risicoltori aderenti al programma dell’azienda è cresciuta costantemente, passando da poche decine di realtà nel 2019 a oltre 200 aziende agricole nel 2024. Un’alleanza che si fonda sulla Carta del Riso, lanciata nel 2021 e ora evolutasi in una certificazione obbligatoria per le aziende parte della comunità e verificata da un ente terzo. Costruita su regole agronomiche per ridurre l’impatto ambientale, la Carta prevede ad esempio l’uso di sementi certificate alla tutela della fertilità del suolo e l’esclusione del glifosato.
Questa visione si traduce in strumenti concreti come l’app Gallo4Farmers, la prima applicazione sviluppata specificamente per il settore risicolo, realizzata in collaborazione con xFarm Technologies – specialista nella digitalizzazione dell’agricoltura. Lanciata nel 2024, la piattaforma rappresenta l’evoluzione del precision farming applicato alla risicoltura, consentendo alle aziende agricole di monitorare in tempo reale le pratiche colturali, gestire i registri aziendali, tracciare l’uso dell’acqua e ottimizzare le risorse in ottica di sostenibilità. Un esempio concreto di come la tecnologia possa facilitare il rispetto degli standard ambientali e favorire una gestione più efficiente e trasparente della filiera. Riso Gallo incentiva inoltre l’adozione di pratiche per la riqualificazione di aree marginali per favorire la biodiversità, la sperimentazione di biostimolanti naturali e l’adozione di protocolli di gestione idrica sviluppati in collaborazione con Università degli Studi di Milano, capaci di ridurre le emissioni di CO₂ del 20%.
Accanto alla dimensione agricola, Riso Gallo è impegnato con un piano di efficientamento energetico e con progetti insieme a partner di valore in ottica di circolarità.
Negli ultimi due anni ha ridotto i consumi del 14,5% e migliorato l’indice di intensità energetica del 9,3%, grazie all’uso esclusivo di energia elettrica da fonti rinnovabili e all’introduzione di un impianto fotovoltaico che copre quasi un terzo del fabbisogno complessivo.
La seconda vita dei prodotti secondari
Parallelamente, per valorizzare e dare una seconda vita ai prodotti secondari, Riso Gallo collabora con partner come Ricehouse, che trasforma la lolla di riso in materiali per la bioedilizia – pannelli isolanti, intonaci e finiture – permettendo di realizzare edifici antisismici ed ecocompatibili; Albini Next, con cui ha sviluppato un sistema di colorazione dei tessuti tramite pigmenti naturali ricavati dall’acqua di cottura del riso nero parboilizzato; e Biova Project, che recupera surplus alimentari come pane, pasta e riso per produrre birre e snack sostenibili, riducendo gli sprechi e creando nuovi prodotti ad alto valore aggiunto.
Il legame con il territorio e con le persone è un’altra dimensione centrale di questo impegno. La cultura del riso non è soltanto produzione agricola, ma patrimonio ambientale e umano, un sapere antico che si tramanda attraverso generazioni di agricoltori. Proprio per dare riconoscimento a queste esperienze virtuose e per valorizzare le best practice che creano un circolo virtuoso nella filiera, favorendo lo scambio e l’apprendimento reciproco, dal 2023 Riso Gallo organizza il Premio Mario Preve per un’agricoltura sostenibile, un appuntamento annuale che premia le aziende della filiera che hanno adottato pratiche sostenibili in modo strategico, favorendo lo scambio di esperienze e l’approfondimento reciproco. Nel 2026 Riso Gallo celebrerà la terza edizione dei Premio.
“La sostenibilità è una scelta strategica per la nostra azienda; la Carta del Riso non fa che concretizzare un ampio percorso intrapreso già da molti anni e che mira a generare valore aggiunto attraverso scelte industriali responsabili e nel pieno rispetto dei territori in cui operiamo”, dichiara la Famiglia Preve – Carlo, Emanuele, Eugenio e Riccardo Preve.
Fonte: Bilancio di sostenibilità