Pretoria (Sudafrica) – Il Sudafrica cambia strategia nella lotta all’influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) e apre alla vaccinazione del pollame. Il ministero dell’Agricoltura ha approvato un nuovo quadro normativo che consentirà agli allevatori di vaccinare i propri capi sotto la supervisione delle autorità sanitarie, affiancando questa misura ai protocolli di biosicurezza e sorveglianza epidemiologica.
La svolta arriva dopo le richieste avanzate dalla South African Poultry Association (Sapa), che ha giudicato non più sostenibile il ricorso quasi esclusivo all’abbattimento degli animali per contenere i focolai. Con le nuove regole, la vaccinazione entrerà a far parte di una strategia integrata di controllo della malattia, senza sostituire le misure già in vigore.
Le autorità hanno precisato che i programmi vaccinali saranno accompagnati da sistemi di monitoraggio in grado di distinguere gli animali vaccinati da quelli infetti, così da garantire il rispetto degli standard internazionali di sanità animale e tutelare le esportazioni di prodotti avicoli.
Negli ultimi anni il comparto avicolo sudafricano è stato duramente colpito da ripetute epidemie di influenza aviaria. In particolare, l’ondata del 2023 ha causato la perdita di milioni di capi tra mortalità e abbattimenti sanitari, con pesanti ripercussioni sulla produzione di pollame e uova e un conseguente aumento dei prezzi al consumo.
L’obiettivo del nuovo quadro normativo è rafforzare la resilienza del settore, riducendo la dipendenza dagli abbattimenti di massa e migliorando la gestione delle future emergenze sanitarie.
(SP)