Genova – Un agricoltore può abbattere un cinghiale per difendere le proprie coltivazioni quando sussistano situazioni di estrema gravità, tali da mettere in pericolo l’attività agricola, e condizioni d’urgenza tali da non consentire alcuna dilazione per motivi burocratici. È questo in sintesi l’esito della sentenza pronunciata il 16 agosto scorso dal Tar della Liguria dopo il ricorso di un agricoltore che si era visto negare l’autorizzazione a difendere i propri terreni dall’Ambito territoriale di caccia, la struttura regionale preposta alla pianificazione degli indirizzi gestionali per lo svolgimento dell’attività venatoria. Il giudice amministrativo ha accolto il ricorso, ordinando alla Regione Liguria di rilasciare entro 15 giorni all’agricoltore l’autorizzazione ad effettuare attività di controllo degli ungulati in autodifesa dei fondi agricoli. La decisione ha raccolto il plauso della Cia – Agricoltori Italiani di Savona: “Un episodio sicuramente significativo e modello per altre situazioni che vedono le imprese agricole fronteggiare, spesso in solitudine, l’emergenza cinghiali e le incursioni della fauna selvatica e un monito anche alla stessa Regione Liguria, che prenda atto del comportamento dell’Atc, grave il ritardo e poi il parere negativo all’istanza per autodifendere i propri terreni dai cinghiali”.
Cinghiali, la sentenza del Tar Liguria: “Leciti gli abbattimenti per difendere le colture”
RepartoGrafico2022-08-24T10:12:37+02:0024 Agosto 2022 - 10:01|Categorie: Carni, in evidenza, Salumi|Tag: abbattimenti, agricoltori, atc, cia, cinghiali, colture, tar liguria|
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