Confcommercio: l’illegalità costa 41 miliardi alle imprese

2026-05-14T10:37:55+02:0014 Maggio 2026 - 10:37|Categorie: Mercato|Tag: , , , |

Roma – Nel 2025 l’economia abusiva è costata alle imprese del commercio 41 miliardi di euro, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro regolari. La stima arriva da Confcommercio, in occasione della giornata nazionale ‘Legalità, ci piace!’, e segna un peggioramento rispetto al 2024, quando il conto dell’illegalità si era fermato a 39,2 miliardi.

“Dietro questi numeri ci sono imprese penalizzate, investimenti frenati, quartieri che si impoveriscono, città meno vivibili”, ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli. Secondo l’indagine, l’abusivismo pesa per 10,5 miliardi nel commercio e per 8,5 miliardi nella ristorazione. A questi si aggiungono 5 miliardi legati alla contraffazione, 5,4 miliardi al taccheggio, 7,4 miliardi ad altri costi della criminalità – tra ferimenti, assicurazioni e spese difensive – e 4,2 miliardi riconducibili alla cyber criminalità.

C’ anche un tema di percezione della sicurezza: il 29% delle imprese segnala un peggioramento nel 2025. I fenomeni in maggiore aumento sono furti, indicati dal 26% degli imprenditori, seguiti da atti di vandalismo e spaccate (24,1%), aggressioni e violenze (24,1%), rapine (24%). Particolarmente diffuso il taccheggio, che colpisce oltre 6 imprese su 10; quasi 1 su 5 lo subisce più volte alla settimana o quotidianamente. Tra i prodotti più rubati figurano profumi, cosmetici, abbigliamento, accessori moda, elettronica, alimenti confezionati, alcolici e vino.

 

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