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Il settore ovicaprino verso una sostanziale stabilità

2023-11-29T10:01:17+01:0029 Novembre 2023 - 09:59|Categorie: Formaggi|Tag: , , , |

Roma – Nel 2022 la produzione di latte ovicaprino è rimasta sostanzialmente stabile. L‘attività casearia è stata quindi stagnante, tanto che nell’annata casearia 2021/2022 che va da ottobre a luglio, la produzione di Pecorino Romano Dop si è ridotta del 5%. I dati sono di Ismea, che ha pubblicato il report Tendenze – Latte e derivati ovicaprini n.1/2023.

Secondo il report la produzione europea di latte di pecora è cresciuta del 4,4% nel corso del 2022, superando i 2,2 milioni di tonnellate. La Grecia si è confermata primo produttore, seguita da Spagna e Italia. Proprio nel Bel Paese, pur rappresentando solo l’1% del valore della produzione agricola nazionale, il settore ha un ruolo economicamente rilevante in Sardegna, Toscana e Lazio, dove si concentra il 78% della produzione.

Secondo quanto emerge dal rapporto Ismea, nel 2022 sono state prodotte 450mila tonnellate di latte di pecora e 42mila tonnellate di latte di capra, una stabilità che, come anticipato, ha portato a una certa stagnazione nel ramo della caseificazione. Nell’annata 2022/2023, conclusasi a luglio, invece, gli elevati prezzi all’ingrosso hanno spinto i caseifici a indirizzare la materia prima disponibile verso la produzione di Pecorino Romano, oltrepassando il livello record di 36,6 mila tonnellate (il più alto degli ultimi dieci anni), +12,4% rispetto all’annata precedente.

Il 70% del Pecorino Romano è indirizzato verso i mercati esteri, ma gli elevati livelli di prezzo da un lato e la minore disponibilità dall’altro hanno frenato i volumi in uscita. I prezzi, comunque, hanno spinto al rialzo il fatturato, che nei primi otto mesi del 2023 è salito del 20,3%. Secondo Ismea, il settore sembra proiettato verso una situazione di stabilità, dopo quello che è stato definito dagli stessi operatori un vero e proprio “momento d’oro”.

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