Berlino – La riciclabilità è oggi l’attributo che i consumatori considerano più importante per un imballaggio, ma persistono ampie lacune nella conoscenza dei risultati raggiunti dall’industria del packaging in termini di recupero dei materiali ed efficienza delle risorse. È quanto emerge dall’ultima indagine promossa dal German Packaging Institute (Dvi) e pubblicata in occasione del Packaging Day lo scorso 11 giugno.
Lo studio mostra che il 48% degli intervistati inserisce la riciclabilità tra le cinque caratteristiche più importanti che un packaging dovrebbe possedere. Seguono l’uso efficiente dei materiali (40,3%), la riduzione dell’impatto ambientale (36,1%) e la possibilità di riutilizzo quando appropriata (33,3%). Parallelamente, i consumatori continuano ad attribuire grande valore alle funzioni tradizionali dell’imballaggio: igiene (37,6%), facilità di apertura e richiusura (33,1%), protezione del prodotto (32,6%) e prolungamento della shelf life (32,1%).
Sul fronte delle prestazioni, l’igiene registra i livelli di soddisfazione più elevati, con l’81,7% dei rispondenti che giudica il packaging efficace o molto efficace. Positive anche le valutazioni sulla protezione dei prodotti dai danni (78,1%) e sulla capacità di conservarli più a lungo (70,3%).
L’indagine evidenzia tuttavia una significativa discrepanza tra percezione e realtà. Oltre due terzi dei partecipanti sottostimano i tassi di riciclo effettivamente raggiunti. Solo il 31,2% sa che vetro e carta superano l’80% di riciclo, mentre la maggioranza ritiene che plastica e imballaggi compositi non abbiano oltrepassato il 60%, nonostante abbiano raggiunto rispettivamente il 70,8% e il 69,5% nel 2024.
Anche i progressi nella riduzione dei materiali risultano poco conosciuti: appena il 18,2% degli intervistati è consapevole che la quantità di materiale necessaria per confezionare un prodotto è diminuita sensibilmente negli ultimi decenni. Secondo il Dvi, “il dato conferma la necessità per il settore di comunicare meglio i risultati ottenuti, soprattutto in un contesto in cui il packaging continua a essere percepito più come un impatto ambientale che come uno strumento di protezione e ottimizzazione delle risorse”.
(LV)