Macchine utensili (Ucimu): nel 2025 produzione stabile ed export in flessione. Attesa ripresa nel 2026

2026-07-07T16:45:20+02:007 Luglio 2026 - 16:45|Categorie: Tecnologie|Tag: , , , , |

Milano – Il 2025 si chiude con luci e ombre per l’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione. Secondo il bilancio presentato all’Assemblea di Ucimu-Sistemi per Produrre, il settore ha mantenuto sostanzialmente stabile la produzione, salita dell’1% a 6,39 miliardi di euro, ma ha dovuto fare i conti con un forte rallentamento dell’export (-12%), sceso a 3,76 miliardi, penalizzato dall’instabilità geopolitica e dalla debolezza di alcuni mercati internazionali.

Nonostante il contesto, l’Italia si conferma tra i leader mondiali del comparto: quinta per produzione e consumi e quarta per esportazioni. Sul mercato interno si registra invece un’inversione di tendenza, con le consegne dei costruttori italiani in crescita del 28,1% a 2,63 miliardi e consumi nazionali saliti del 22,3% a 4,53 miliardi, pur restando ancora lontani dai livelli record del biennio 2021-2022.

Per il 2026, Ucimu prevede una timida ripresa: la produzione dovrebbe raggiungere 6,64 miliardi di euro (+3,9%), mentre il mercato interno continuerà a sostenere la crescita, con consegne attese a 2,86 miliardi (+8,5%) e consumi a 4,87 miliardi (+7,4%). Più contenuta la dinamica dell’export, previsto sostanzialmente stabile (+0,7%).

Secondo il presidente Riccardo Rosa (foto), “in un momento cruciale come quello che stiamo vivendo, con una domanda estera decisamente debole, il mercato interno diventa ancor più rilevante per le nostre imprese. La disponibilità della misura di Iperammortamento prevista dal nuovo Piano Transizione 5.0, oggi pienamente operativa, è un ottimo strumento di sostegno alla domanda italiana di nuove macchine utensili”.

Sul fronte internazionale, il presidente ha definito “gestibile” l’impatto dei dazi introdotti dagli Stati Uniti, che restano il primo mercato delle tecnologie italiane nonostante un calo del 9% delle vendite nel 2025. Più critico il quadro europeo, dove pesano la crisi dell’automotive, la scomparsa del mercato russo e il rischio di deindustrializzazione.

“Prima che gli effetti siano irreversibili, chiediamo a chi ci rappresenta e governa in Europa di ripensare l’approccio che deve basarsi sul principio di neutralità tecnologica – afferma Rosa – permettendo così alla filiera dell’auto, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione di chi è impiegato nell’industria”. L’assemblea ha inoltre coinciso con il rinnovo delle cariche associative per il biennio 2026-2027, con Riccardo Rosa candidato unico alla presidenza di Ucimu.

 

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