Roma – I porti italiani chiudono il primo trimestre 2026 con un calo del traffico container, in uno scenario internazionale segnato dalle tensioni geopolitiche, dalla riorganizzazione delle alleanze armatoriali e dai primi effetti delle politiche tariffarie statunitensi. È quanto emerge dalla 27esima edizione del Fedespedi Economic Outlook, i cui dati sono stati ripresi da Il Sole 24 Ore.
A livello mondiale il traffico container è cresciuto del 4,4%, trainato dal Far East (+8,8%), mentre gli scali italiani registrano una flessione complessiva del 4,6% dei teu, i container da 20 piedi, movimentati. Tra i principali porti, Trieste perde il 23,6%, penalizzato dalla riorganizzazione delle alleanze armatoriali, Savona il 14,1% e Genova il 4,9%, mentre Venezia cresce del 5,8%.
Il report evidenzia inoltre l’impatto delle tensioni internazionali, con un crollo dell’83% dei transiti nello Stretto di Hormuz. Secondo Fedespedi, i primi effetti delle politiche tariffarie Usa emergono anche nell’export italiano verso il mercato statunitense: le contrazioni più marcate riguardano oli e grassi (-33%), carne lavorata (-25%), bevande (-24,2%), prodotti da forno (-18%) e autoveicoli (-21,8%). I costi della logistica incidono infine in media per il 9,9% sui ricavi aziendali, superando l’11% nelle Pmi.
(LV)