New York (Usa) – Nel 2016 l’export italiano negli Usa potrebbe superare quota 40 miliardi di euro, migliorando la performance del 2015 (39,5 miliardi). E’ quanto risulta da un’analisi per il Sole 24Ore svolta da ExportUsa, società italo-americana specializzata nella vendita di prodotti italiani in Nord America. Nonostante le molte incognite sul piano internazionale, il trend è positivo, trainato in particolare dal settore food & beverage. L’export dei prodotti alimentari è cresciuto del +4,7% nei primi nove mesi dell’anno, attestandosi a 1,4 miliardi di euro. Per il settore bevande l’incremento è stato del +2,3%, per un volume d’affari di 1,2 miliardi (dati Ice). L’obiettivo dei vari comparti è superare gli ottimi risultati del 2015, anno che ha visto una crescita diffusa, tra gli altri, dei vini (1,5 miliardi, +19,8%), dell’olio (472 milioni, +16,8%), dei formaggi (275 milioni, +18,1%), della pasta (256 milioni, +19,8%), delle carni lavorate (38 milioni, +36%). Per il 2017, secondo ExportUsa, il principale rischio sarà quello di “cullarsi” sul marchio made in Italy senza innovare e senza riuscire a intercettare le nuove esigenze dei consumatori. Su tutte quelle dei millennials e di chi acquista online.
L’export italiano, trainato dal food, vola negli Usa
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