Macchine utensili: produzione 2025 a +1,5%, ma export in calo del -13,2% a 3.710 milioni

2025-12-16T12:11:07+01:0016 Dicembre 2025 - 12:11|Categorie: Tecnologie|Tag: , , |

Milano – “Dopo un 2024 davvero complicato, il 2025 si è confermato l’anno di inversione di tendenza con il passaggio dal segno meno alla crescita, seppur timidissima, registrata dal dato di produzione. In realtà non ci aspettavamo fosse l’export a zavorrare il risultato finale come invece è accaduto”. A commentare l’andamento del settore italiano delle macchine utensili, robot e automazione è Riccardo Rosa, presidente Ucimu.

In particolare, nel 2025, la produzione si è attestata a 6.420 milioni di euro, segnando un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. L’anno è stato caratterizzato da una forte contrazione dell’export che si è ridotto a 3.710 milioni, il 13,2% in meno del 2024. Secondo l’elaborazione Ucimu sui dati Istat, nel periodo gennaio-settembre 2025 (ultimo dato disponibile), principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati: Stati Uniti (423 milioni di euro, -8,1%), Germania (196 milioni di euro, -29,7%); Francia (145 milioni, -0,5%), India (135 milioni -4,2%), Polonia (135 milioni, +13,3%).

Per il 2026, le previsioni elaborate dal Centro Studi indicano una moderata crescita. In particolare, la produzione crescerà, attestandosi a 6.590 milioni (+2,6% rispetto al 2025). Tale risultato sarà determinato sia dal ritorno in campo positivo delle esportazioni (+0,7%) rispetto al valore del 2025, attestandosi a 3.735milioni di euro, sia dall’incremento delle consegne dei costruttori italiani che cresceranno a 2.855 milioni di euro (+5,4% rispetto al 2025), sostenute dall’aumento della domanda domestica.

“L’auspicio è che i provvedimenti di incentivo previsti dagli organi di governo in discussione in queste settimane di definizione della Legge di Bilancio 2026, siano effettivamente di semplice utilizzo e rapida operatività”, sottolinea Rosa, “per funzionare, la misura deve prevedere poca burocrazia e deve essere rilasciata e resa disponibile fin dalle prime settimane dell’anno nuovo […] Apprezziamo molto il recentissimo annuncio del governo di voler puntare sulla pluriennalità del provvedimento. Poter disporre di una misura dall’inizio del 2026 al 2028 è certamente una scelta oculata, in grado di permettere alle aziende clienti di pianificare gli acquisti, e ai costruttori di organizzare la produzione, così da distribuire al meglio il lavoro rispetto alla propria capacità produttiva”.

 

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