Nicola Bertinelli (parmigiano reggiano) 3: “Grana padano, i rapporti sono buoni. Ma sul lisozima…”

2019-04-17T09:37:33+02:0017 Aprile 2019 - 09:37|Categorie: Formaggi|Tag: , , , , , |

Milano – A margine della presentazione dei dati di bilancio 2018 del parmigiano reggiano, il 15 aprile alla Borsa di Milano (leggi qui), abbiamo rivolto alcune domande a Nicola Bertinelli (in foto), presidente del Consorzio del parmigiano reggiano, su alcuni dei principali temi di mercato e di attualità. A cominciare dai risultati ottenuti e dai rapporti con l’altra grande Dop italiana: il grana padano.

Come sono i rapporti con il consorzio del grana padano?

Buoni direi. Da sempre sostengo che con loro non dobbiamo entrare in nessun conflitto perché ormai siamo posizionati su due mercati differenti.

Rapporti buoni non direi. Li avete portati in tribunale…

Certo, per un problema che si chiama lisozima. Il mercato è una cosa, la tecnica è un’altra. Guardo la vicenda dal punto di vista del consumatore. Siamo in due mercati diversi. Noi parmigiano reggiano dobbiamo fare di tutto, in senso buono, per non creare confusione nella mente del consumatore. Pensiamo ai famosi progetti esteri, a cui si può fare riferimento per attingere ai fondi Ue e che solitamente vengono fatti da più consorzi insieme perché così si può entrare in graduatoria e ottenere maggior punteggio. Pensiamo al prosciutto di Parma e al grana padano, che sono insieme in Giappone per promuovere l’italianità. Capite che se il consumatore giapponese vede insieme questi due prodotti, un po’ di confusione in testa gli si crea. Il grana padano cosa c’entra con Parma? Ripeto: il grana padano ha un suo mercato di riferimento, il parmigiano reggiano un altro. Il fatto che non si portino avanti operazioni congiunte non è perché ci disprezziamo. È perché dobbiamo agire su due binari differenti per non trarre in inganno il consumatore. Poi c’è la vicenda lisozima…

Ovvero?

Il Consorzio parmigiano reggiano, sulla questione lisozima, ha fatto ricorso al Tar, il tribunale del Lazio, che lavora su due binari. Uno che verifica se è stato seguito un percorso corretto a livello burocratico e l’altro che entra nel merito dell’aspetto tecnico. Per l’aspetto burocratico una circolare nazionale non può “superare” una normativa comunitaria. A oggi esiste una direttiva comunitaria per la quale il lisozima è un conservante. Di conseguenza… L’altra questione è valutare se il grana padano abbia motivato in maniera esaustiva, da un punto di vista tecnico-scientifico, la sua tesi sul lisozima. Per noi il materiale presentato è insufficiente.

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