Milano – Per mancanza di forza lavoro, dall’inizio della primavera a oggi il 35% della frutta e della verdura è rimasta nei campi. Con un conseguente aumento medio dei prezzi intorno al 2,7% (dati Istat). In molti casi, il rincaro è stato decisamente superiore alla media: +8% la frutta estiva, +5% la verdura, +3,7% la pasta o le patate (fonte Coldiretti). L’emergenza lavoro nei campi, però, non è l’unico fattore ad aver causato la diminuzione di prodotti agricoli presenti nelle campagne italiane. Le gelate di fine marzo e inizio aprile, arrivate a fioritura della frutta già avvenuta, causeranno infatti una perdita della produzione italiana di albicocche, pesche, pere e mele del 30%. Con punte di addirittura l’80% in alcune aree dell’Emilia Romagna. Ad incidere sull’aumento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli, poi, i costi dei trasporti.
Ortofrutta: il 35% rimane nei campi. Prezzi in aumento dell’8%
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