Roma – L’export italiano cresce del 3,1% nei 11 undici mesi del 2025, dimostrando una tenuta solida nonostante un contesto geopolitico complesso e le nuove spinte protezionistiche statunitensi. È questo il dato principale che emerge, come scrive Il Sole 24 Ore, dal bilancio tracciato da Sace sull’andamento delle vendite all’estero, sostenute sia dai mercati Ue (+4,1%) sia da quelli extra Ue (+2,1%). Bilancio emerso in occasione del roadshow Sace ‘Energie per il futuro dell’export’, che ha coinvolto oltre 400 aziende.
Secondo le stime, le esportazioni di beni sono attese chiudere l’intero 2025 con una crescita intorno al 3%, raggiungendo i 640 miliardi di euro, grazie anche alla strategia di diversificazione promossa dal piano d’azione del ministero degli Affari Esteri. L’Italia si conferma così tra le principali economie esportatrici globali, con oltre 120mila imprese attive sui mercati esteri, 4,3 milioni di addetti e un contributo pari a circa un terzo del Pil nazionale, sottolinea il quotidiano di Confindustria.
Accanto alle destinazioni tradizionali – Germania (+2,5%), Francia (+5,6%) e Stati Uniti (+7,9%) – emergono mercati ad alto potenziale come Emirati Arabi Uniti (+18,5%), Marocco (+10%) e India (+7,6%). “Diversificare l’export e approcciare nuovi mercati è la priorità principale”, ha sottolineato l’Ad di Sace Michele Pignotti. “Il nostro export è molto concentrato su pochi mercati (Stati Uniti e principali destinazioni Ue) e il 44% delle imprese italiane esporta ancora in un solo mercato. Il potenziale è dunque ampio”.