Meda (Mb) — Ci sono momenti nella vita in cui occorre arrendersi all’evidenza. Anche se la realtà è amara. E’ quello successo al Salumificio Aliprandi. Il procedimento di liquidazione giudiziale, iniziato nell’agosto del 2025, si chiude oggi. Game over per l’azienda di Gussago, in provincia di Brescia. Bella la lettera di Luca Aliprandi che ha scritto la Giornale di Brescia (leggi qui). E’ il riassunto commosso di una storia iniziata nel 1940 che termina oggi. E che rappresenta per l’imprenditore: “Il dolore più grande della mia vita professionale”. Le cause della chiusura sono molteplici: aumento dei costi energetici e delle materie prime, la perdita di commesse, un mercato sempre più difficile. A ciò si è aggiunto anche la grave malattia di Aliprandi, culminata con un trapianto di fegato. Una storia sfortunata. Non sono bastati sacrifici, investimenti, scelte difficili. Alla fine ci si è dovuti arrendere. Si chiude così, amaramente, il percorso del Salumificio Aliprandi: “Storia di una famiglia che ha dedicato la propria vita al lavoro, affrontando con dignità sia i successi sia le difficoltà. La storia di un’impresa può finire. L’onestà con cui è stata condotta, invece, resta”: sottolinea Luca Aliprandi. Che differenza rispetto ad altre storie, anche nel settore salumi ma non solo. Scelte scellerate, manie di potere, incapacità di gestire il cambiamento, tanta presunzione, oltre a una gestione ‘allegra’ dei bilanci. Che hanno portato alle inevitabili conseguenze, pagate care soprattutto dai lavoratori. Quella del Salumificio Aliprandi è un’altra storia. Con la parola Dignità che si erge a monito per tutti.