Bruxelles (Belgio) – La Commissione europea ha presentato la prima Livestock Strategy, ovvero la Strategia europea per la zootecnia, un piano di lungo periodo che punta a rafforzare competitività, resilienza e sostenibilità del comparto, considerato strategico per la sicurezza alimentare e per l’economia delle aree rurali. Contestualmente è stato adottato anche il Piano d’azione per le proteine, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni.
La Strategia si sviluppa lungo cinque direttrici. La prima riguarda la resilienza del settore, con il rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio, la valutazione di nuovi sistemi assicurativi e riassicurativi e un maggiore sostegno agli Stati membri nella prevenzione e nel controllo delle malattie animali.
Il secondo pilastro punta sulla competitività, attraverso incentivi all’innovazione, un migliore accesso ai finanziamenti – anche per la transizione verso sistemi cage-free – e una maggiore reciprocità degli standard produttivi, in particolare sul benessere animale, negli accordi commerciali con i Paesi terzi.
Sul fronte della sostenibilità, Bruxelles prevede revisioni mirate della normativa sul benessere di galline ovaiole, polli da carne e suini, oltre allo sviluppo di metodologie armonizzate per il calcolo delle emissioni negli allevamenti, una migliore gestione dei nutrienti e la valorizzazione dell’economia circolare.
La quarta priorità riguarda il sostegno agli allevamenti nelle aree rurali più fragili, con un piano dedicato alle zone a rischio di abbandono e una roadmap per favorire la diffusione di piccoli macelli e impianti mobili, con l’obiettivo di ridurre i trasporti degli animali e rafforzare le filiere locali.
Infine, la Commissione intende valorizzare l’eccellenza delle produzioni europee attraverso il rafforzamento dell’etichettatura d’origine, nuovi sistemi di riconoscimento della qualità, il sostegno alle indicazioni geografiche e campagne di promozione dei prodotti zootecnici europei.
Accanto alla Strategia, il Piano d’azione per le proteine mira ad aumentare la produzione comunitaria di colture proteiche. Nel 2025 solo il 25% delle proteine ricavate da semi oleosi e colture proteiche era di origine europea; l’obiettivo è portare questa quota al 35% entro il 2035, sostenendo la produzione interna, gli investimenti e l’innovazione lungo tutta la filiera.
(SP)