Via libera al Mercosur / 15 Regole sull’importazione di carne e cereali. Ma agli agricoltori non bastano

2026-01-19T11:19:34+01:0019 Gennaio 2026 - 11:18|Categorie: Carni, Dolci&Salati, Grocery, Ortofrutta|Tag: , , , |

Roma – Domani, 20 gennaio, le organizzazioni agricole di diversi Paesi europei manifesteranno a Strasburgo davanti al Parlamento Ue per esprimere contrarietà all’accordo comerciale del Mercosur (leggi qui). Nel quadro negoziale, il governo italiano ha ottenuto l’introduzione di misure di salvaguardia, tra cui un limite quantitativo alle importazioni e la sospensione temporanea della carbon tax sui fertilizzanti a base di ammoniaca, urea e sostanze affini. Tali interventi, tuttavia, non hanno eliminato i timori degli operatori agricoli, che temono un incremento delle importazioni a basso costo di carne bovina, pollame, zucchero, cereali, riso e ortofrutta, con possibili effetti distorsivi sulla concorrenza. Vediamo nel dettaglio.

Su questi prodotti l’accordo introduce un sistema di contingentamento e dazi differenziati. Come si legge sul Corriere della Sera, nel caso della carne bovina i dazi scenderanno dal 20 al 7,5%, ma su una quantità che non supera l’1,6% del consumo totale nella Ue. Tutte le importazioni eccedenti saranno soggette a tariffe tra il 40 e il 45%. Per il pollame sono previsti zero dazi, ma su un import limitato all’1,4% del consumo europeo. Per ogni tonnellata di petto di pollo in più bisognerà aggiungere un dazio di 1.024 euro. Dazio zero anche su 190mila tonnellate di zucchero, 45mila tonnellate di miele e 60mila tonnellate di riso. Non ci sono quote invece per l’ortofrutta. L’accordo prevede anche clausole di salvaguardia. Come riporta il quotidiano, qualora le importazioni di un prodotto aumentassero oltre il 5% o i prezzi subissero una riduzione superiore al 5%, la Commissione Ue potrà sospendere le agevolazioni tariffarie o limitare l’ingresso delle merci.

Un ulteriore nodo critico riguarda la concorrenza sleale. Gli operatori europei sottolineano come gli stringenti standard Ue in materia di sicurezza alimentare (dal benessere animale al divieto di pesticidi e antibiotici) incidano in modo significativo sui costi di produzione, determinando un potenziale svantaggio competitivo rispetto ai produttori sudamericani. L’accordo specifica che tutto ciò che importeremo dal Sudamerica dovrà essere conforme alle norme Ue e saranno quindi applicati due vincoli: il principio di precauzione, ovvero ogni alimento può essere immesso sul mercato solo se non presenta rischi per la salute, e l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine per ortofrutta, miele, uova, carne bovina, suina, ovina, caprina e pollame. Permangono tuttavia alcune aree di rischio. Nel caso in cui le carni, ad eccezione di quelle bovine, vengano successivamente trasformate all’interno dell’Ue, l’etichettatura indicherà esclusivamente il Paese di trasformazione e non l’origine della materia prima, con potenziali criticità in termini di trasparenza per il mercato e per i consumatori.

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