Vini a bassa gradazione alcolica naturale: il Consorzio Doc delle Venezie rilancia il confronto normativo e tecnico

Verona – I vini a bassa gradazione alcolica naturale entrano con forza nel dibattito sul futuro della vitivinicoltura europea. Il tema è stato al centro del convegno ‘Il vino cambia: sfide ed opportunità’, dedicato alle prime applicazioni del Regolamento Ue 2026/471 e ospitato dalla Cantina di Quistello. Nel corso della tavola rotonda finale, il presidente del Consorzio Doc Delle Venezie Luca Rigotti e il direttore Stefano Sequino hanno evidenziato il valore strategico di una categoria che si distingue nettamente dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati. La riduzione del tenore alcolico, infatti, avviene direttamente in vigneto attraverso specifiche pratiche agronomiche e non tramite tecnologie di sottrazione dell’alcol in cantina.

La questione assume particolare rilevanza alla luce di due fenomeni convergenti: da un lato la crescita della domanda internazionale di prodotti No e Low Alcohol, dall’altro gli effetti del cambiamento climatico che stanno aumentando il potenziale alcolico delle uve. In questo scenario, il Consorzio ha avviato un percorso di ricerca dedicato al Pinot Grigio Doc Delle Venezie per individuare soluzioni capaci di preservare identità varietale, qualità ed equilibrio sensoriale.

“Con l’avvio di un nuovo anno di sperimentazione prosegue un percorso strategico per il Consorzio, in termini di posizionamento e competitività”, ha sottolineato Sequino. “Occorre inoltre riconoscere, anche sotto il profilo normativo e merceologico, la specificità dei vini a bassa gradazione alcolica naturale, distinguendoli in modo chiaro dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati”. Secondo il direttore del Consorzio, una corretta valorizzazione normativa e comunicativa potrebbe aprire nuove opportunità per le imprese vitivinicole, intercettando l’evoluzione dei consumi senza rinunciare al legame con il territorio e con l’identità produttiva delle denominazioni.

(LV)

Torna in cima