Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: in forte calo i bollettini del burro

Cremona – Assocaseari fotografa gli andamenti del mercato lattiero caseario della scorsa settimana. L’analisi mostra repentine varaizioni di prezzo, in Europa. Latte crudo a 0,42 euro al chilogrammo, scremato a 0,14 euro/Kg. In forte calo i bollettini del burro mentre la crema viene trattata a 2,50 euro al chilogrammo. Pressoché stabili, in Italia, le quotazioni dei formaggi. Di seguito il commento integrale:

Quando il mercato ha variazioni così repentine e importanti, ci si chiede se sia possibile rilevare dei prezzi.

– Crema trattata a 2,50 euro/Kg, latte crudo intorno a 0,42 euro/Kg e lo scremato a 0,14 euro/Kg arrivo. La crema a questi prezzi in un momento di consumo, come è questo, lascia basiti. Bisogna comunque considerare che il prezzo raggiunto nelle scorse settimane era a livelli mai visti prima e, evidentemente, la disponibilità di merce di queste ultime settimane, ha fatto ridimensionare il valore a livelli più bassi, seppur ancora elevatissimi.

– I bollettini del burro calano anche pesantemente: il bollettino di Kempten si è abbassato di 0,30 euro sul minimo e di 0,35 euro sul massimo, andando oggi a 6,20 e 6,55 euro/Kg; il bollettino francese ci lascia di stucco perchè è forse la prima volta che reagisce immediatamente alle tendenze del mercato calando di 0,30 euro e portandosi a 6,55 euro/Kg; il bollettino olandese è sempre più razionale degli altri e cala di 0,20 euro, portandosi a 6,49 euro/Kg. Come anticipato nella primissima considerazione, rilevare un prezzo oggi è molto difficile. Si va dai 5,00 euro/Kg per burro dell’Est Europa di frigo (prod. primavera-estate 2017) offerto dai traders, a prezzi richiesti dai produttori del centro-nord Europa che sono ancora su posizioni ben diverse.

– I bollettini del latte scremato in polvere in calo in Germania, per l’uso alimentare in ribasso anche in Olanda, invece in aumento in Francia, ma il mercato in questo momento ha altro a cui pensare. La commissione Ue ha annunciato di voler rivedere il meccanismo di vendita all’intervento. Sono molteplici le proposte che si sentono, da quella del commissario Hogan che esclude di comperare ulteriore merce visto che non riesce a liberarsi della merce vecchia, fino ad altre voce un po’ più magnanime che invece parlano di meccanismi di aste al ribasso. Bisognerà poi vedere quali stati membri saranno disposti ad accettare proposte così drastiche. Il risultato è che con un livello soglia di intervento degli anni scorsi a 1.680 euro/tons circa, equivalente a circa 1.750 euro/tons reso nord Italia, oggi vi sono offerte a 1.600 euro/tons reso nord Italia per tutto il primo semestre del 2018, cioè nel periodo in cui l’intervento dovrebbe essere aperto.

– Andamento sempre molto debole per il siero in polvere su tutti e tre i bollettini però sembra che i compratori si siano svegliati e stiano cercando di coprirsi anche sul lungo periodo. Forse qualcuno ha paura che con il ribasso dei prezzi dei formaggi venga un po’ a diminuire la produzione degli stessi e di conseguenza la disponibilità di siero.

– Quotazioni medie europee dei bollettini dei formaggi stabili per il cheddar a 3,57 euro/Kg e per il gouda a 3,43 euro/Kg, in aumento per l’edamer a 3,49 euro/Kg, e in calo per l’emmentaler a 4,33 euro/Kg. In Italia, bollettini dei formaggi abbastanza stabili; si registrano un calo delle quotazioni del grana padano a Milano, a Cremona, a Mantova e a Brescia, e, per la terza settimana, un aumento di 0,15 euro della quotazione del pecorino romano a Milano.

asso