Milano – La produzione mondiale di caffè è in netto calo. A rivelarlo è la sezione Affari&Finanza del quotidiano La Repubblica. Tanti i motivi che determinano tale decremento. A partire dall’incerta situazione politica e dalle violente manifestazioni che, ormai da sei mesi, agitano la Colombia, tra i top produttori di caffè al mondo. A cui si aggiunge la lunga siccità che ha colpito gran parte degli stati brasiliani. Le previsioni elaborate da Comexin, il più grande esportatore di caffè brasiliano, stimano un calo del 35% della produzione mondiale. Le esportazioni dovrebbero raggiungere quota 38,2 milioni di sacchi nella stagione 2021 – 22, in flessione rispetto ai 45 milioni della stagione scorsa. A subire un danno maggiore sarà la qualità Arabica, il cui raccolto si aggirerà intorno ai 30 milioni di sacchi, in calo di circa il 35% rispetto al volume dell’anno precedente. Tali criticità hanno comportato un aumento dei prezzi della materia prima. Il caffè brasiliano, ad esempio, ha subito un’impennata del 25% alla Borsa di New York: 160 centesimi di aumento, 1,32 dollari alla libbra (1,11 euro). A confermare la situazione è anche la Companhia Nacional de Abastecimento (Conab): la raccolta per l’anno 2021 raggiungerà i 49 milioni di sacchi, il 22,6% in meno rispetto al 2020. In diminuzione del 3,2% anche la superficie adibita alla coltivazione del chicco.
Caffè: produzione mondiale in netto calo (-35%). In aumento i prezzi
RepartoGrafico2021-06-22T09:59:25+02:0021 Giugno 2021 - 11:34|Categorie: Grocery|Tag: Affari&Finanza, Comexin, Companhia Nacional de Abastecimento, La Repubblica|
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