Domandina facile, facile: cui prodest? A chi giova questa causa? Al momento non è chiaro quale sia l’obiettivo di Barilla, se voglia vincerla per poi fare gol con altri produttori, sulla scia della prima. Una supposizione che emerge considerando che Tedesco (oltre 60 milioni di fatturato) non figura nemmeno lontanamente tra i primi competitor di Barilla (un fatturato di quasi cinque miliardi di euro). Ci si chiede, visto che queste forme di biscotti vengono prodotte da molte altre società e da tempo, come mai la causa è stata intentata solo nei confronti di Tedesco e solo ora? L’azienda e altri potrebbero trovarsi a dover affrontare danni ingenti: è probabile, infatti, che uno o più buyer decidano di non rivolgersi più a loro, visto che non possono produrre determinate forme, per rivolgersi direttamente a un altro fornitore. Il problema, però, è che anche altri fornitori, prima o poi, potrebbero essere destinatari di un’azione di Barilla simile a quella intentata contro Tedesco. A tutto questo occorre aggiungere un’altra considerazione. Se si dovesse estendere il concetto di tutela della forma come la mettiamo con la pasta? Ci mettiamo a marchiare ziti, conchiglie, farfalle, ditalini e ditaloni, tempestine, midolline? L’elenco è infinito. E ancora, vogliamo parlare della forma delle patatine? Del pane? Delle torte? Si potrebbe continuare a lungo. Fermiamoci qui. In attesa degli esiti del reclamo di Tedesco.
Barilla contro Tedesco: la guerra dei biscotti (3). Il commento di Angelo Frigerio
federico2024-01-29T09:23:13+02:0029 Gennaio 2024 - 09:07|Categorie: Dolci&Salati, in evidenza|Tag: Barilla, biscotti, Tedesco|
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