Caro energia, industria cartaria italiana sotto pressione: l’allarme di Assocarta

2026-03-11T11:09:01+01:0011 Marzo 2026 - 11:09|Categorie: Tecnologie|Tag: , , , , , |

Roma – L’industria cartaria italiana torna a temere uno shock energetico simile a quello del 2022. Il prezzo del gas al TTF di Amsterdam resta elevato e volatile, con quotazioni che nelle ultime settimane hanno superato i 60 euro per MWh, rendendo difficile per le imprese pianificare produzione e costi. Il settore è tra i più esposti perché la produzione di carta e cartone è fortemente energivora e dipendente dal gas. A lanciare l’allarme è Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, che a La Stampa spiega: “il gas che raddoppia di prezzo senza prospettive di fermarsi non può essere affrontato solo con la riduzione degli oneri”. Per questo l’associazione chiede strumenti emergenziali come quelli adottati nel 2022, tra cui i crediti d’imposta per le imprese energivore, oltre a interventi strutturali sul mercato energetico.

Secondo Poli “il problema non è tanto la scarsità di energia quanto i prezzi, determinati dal mercato e dalla speculazione”, con l’Europa ancora legata al prezzo marginale del gas. Tra le richieste anche una sospensione temporanea del sistema Ets per ridurre la pressione sulla manifattura, sottolinea al quotidiano.

La crisi energetica rischia inoltre di colpire la filiera del riciclo. “L’Italia è leader nel recupero della carta ma ogni anno esporta oltre 1,7 milioni di tonnellate di macero per mancanza di capacità industriale interna“. Se i costi energetici costringessero le cartiere a ridurre l’attività, avverte Poli, “si rischia di bloccare anche il sistema del riciclo”, con effetti negativi su economia circolare, occupazione e valore industriale della materia prima.

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