Roma – “Oggi al ministero dell’Agricoltura si è riunito il tavolo del Latte a cui sedevano le associazioni agricole in rappresentanza del settore zootecnico e le associazioni rappresentative dell’industria casearia e faceva seguito all’incontro di ieri tra il ministro Lollobrigida e i rappresentanti delle imprese casearie. Il tavolo aveva ad oggetto il rinnovo dell’accordo tra produttori di latte e i trasformatori siglato a dicembre, e i componenti del tavolo hanno trovato un nuovo punto di accordo ritenuto da entrambe le parti soddisfacente”. Con questa nota laconica il ministero ha salutato nella serata di venerdì il raggiungimento del nuovo accordo, seguito al tavolo che si era svolto giovedì pomeriggio. Per conoscere il contenuto del nuovo patto occorre rifarsi alle note rilasciate dalle associazioni di categoria.
Cia scrive: “prezzo del latte fissato a 47 centesimi e per un trimestre, con garanzie di ritiro delle disdette. Questo l’accordo raggiunto oggi al Tavolo dedicato, convocato al Masaf, nella forma necessario e urgente per fronteggiare un mercato ancora fuori controllo”, rimarcando la necessità di “restare uniti e saldi a tutela degli allevatori: vigiliamo sul rispetto degli impegni presi e assicuriamo compattezza nel ricorrere all’Icqrf”, ossia l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, chiamato in causa per tutelare dall’ iniquità nei prezzi e importazioni a basso costo, che mettono a rischio “la forza strutturale di un sistema nazionale da 21,8 miliardi di fatturato nella trasformazione; 7,9 miliardi nella produzione agricola; 57 prodotti a Indicazione Geografica e oltre 5,4 miliardi di export dei grandi formaggi Dop nel 2024, che confermano l’Italia secondo esportatore mondiale”.
Anche Confagricoltura ricorda come il comparto del latte bovino sia in crisi: i prezzi in calo per la sovrapproduzione, non solo italiana, l’aumento dei costi per gli allevatori accentuati dalle tensioni commerciali mondiali e dalle guerre incidono in modo significativo sulla tenuta delle imprese zootecniche. Anche a livello europeo l’Italia si è fatta portavoce delle difficoltà, insieme ad altri Paesi produttori, chiedendo iniziative di promozione per i prodotti lattiero caseari”, sottolinea la nota di Palazzo della Valle, che saluta con soddisfazione “Un’intesa incentrata sul senso di responsabilità di tutti gli attori della filiera, che si impegnano per il rispetto di quanto concordato”. Entrando nel merito dell’accordo, Confagricoltura rimarca “Gli orientamenti per la contrattazione lattiero-casearia emersi nella riunione portano a un’intesa tra agricoltori e industria, solo per il Nord Italia per i quantitativi aziendali con riferimento alla produzione del 2025, mentre per i quantitativi eccedenti di ogni singola azienda si prevede come riferimento il valore della Camera di commercio di Milano-Lodi”, e ricorda che “Le segnalazioni di irregolarità saranno comunicate congiuntamente dalle associazioni agricole all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari”.
Infine Copagri sottolinea, nelle parole del presidente Battista, l’impegno, “a rendere il tavolo permanente, con un nuovo incontro da convocare entro maggio, così da appianare sempre più le incomprensioni che avevano portato alle significative criticità dello scorso gennaio”, a tutela di quello che viene definito “un vero e proprio patto di lealtà”, volto a “una pianificazione ponderata per guardare ai prossimi mesi con maggiori certezze, nella speranza che si verifichi una ripresa della situazione prima dell’estate”, precisando che “proprio alla luce di questo patto di lealtà, saranno ritirate le disdette dei contratti di fornitura del latte già sottoscritti fra allevatori e trasformatori nei mesi scorsi