Roma – Da oggi entra in vigore una nuova normativa che disciplina l’utilizzo del termine ‘artigianale‘ nella comunicazione commerciale, introducendo criteri più stringenti per prodotti e servizi. Le categorie interessate spaziano dalla sartoria alla falegnameria, non mancano i generi alimentari: gelati, formaggi e insaccati della tradizione, ma anche pasta, conserve, birre…
La misura, prevista dalla legge annuale per le PMI, punta a ristabilire un principio chiave: ‘l’artigianato non è un elemento di marketing, ma un’attività produttiva basata su lavorazioni reali e competenze specifiche’, e a garantire maggiore trasparenza per i consumatori. Secondo le nuove disposizioni, il termine potrà essere utilizzato solo in presenza di reali processi artigianali, riconducibili al lavoro e alle competenze di un artigiano. In caso contrario, sono previste sanzioni rilevanti: fino all’1% del fatturato dell’azienda, con un minimo di 25.000 euro.
Tra i sostenitori del provvedimento la Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, che ha promosso una regolamentazione più chiara, il presidente Dario Costantini ha sottolineato l’importanza della norma, evidenziando la necessità di controlli per garantire il rispetto delle regole.