Roma – A metà mandato del presidente Andrea Rocchi, il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) si conferma il primo ente di ricerca agroalimentare in Italia. Nel 2025 l’ente ha acquisito progetti per 52,8 milioni di euro (+40% sull’anno precedente), spingendo forte su transizione digitale e Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA).
La nuova governance, supportata dal direttore generale Maria Chiara Zaganelli e dal Masaf, ha risanato i bilanci e sbloccato il turnover con 111 assunzioni a tempo indeterminato, riavviando concorsi fermi dal 2016. Forte di una rete di 72 accordi nazionali e internazionali, il Crea gestisce oggi un patrimonio di 35 brevetti, 202 privative vegetali e 831 varietà iscritte. Gli investimenti futuri stanziati toccano i 27,5 milioni di euro per potenziare infrastrutture d’avanguardia e ammodernare i laboratori.