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Promozione agroalimentare Ue, l’Italia guida il fronte contro il taglio dei fondi 2027

Bruxelles (Belgio) – L’Italia, insieme ad altri nove Stati membri – Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna – nel corso del Consiglio Agricoltura e Pesca in corso a Bruxelles del 13 luglio, ha lanciato un appello alla Commissione europea: “Non indebolire l’ambizione finanziaria della politica di promozione dei prodotti agroalimentari dell’Ue nel 2027”.

Al centro della discussione la proposta della Commissione europea per il programma di lavoro 2027 sulla promozione agroalimentare, che secondo i dieci Paesi prevede una riduzione significativa delle risorse destinate ai programmi ‘Simple’ e ‘Multi’: gli stanziamenti scenderebbero a 112 milioni di euro, rispetto ai 160 milioni previsti per il 2026. Una scelta ritenuta non coerente con gli obiettivi dichiarati dall’Unione.

Secondo il documento preparatorio presentato dagli Stati membri, il taglio rischierebbe di indebolire la capacità della politica di promozione di sostenere la diversificazione dei mercati, rafforzare la resilienza degli operatori e accompagnare il settore agroalimentare europeo in uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica e crescente pressione competitiva.

Come riporta Farm Europe, l’iniziativa conferma le preoccupazioni già espresse dall’organizzazione insieme a Eat Europe. Per Yves Madre, presidente di Farm Europe, la politica di promozione “non è un costo ma un investimento strategico” per valorizzare il modello produttivo europeo e sostenere l’accesso delle imprese ai mercati internazionali.

Anche Luigi Scordamaglia, presidente di Eat Europe, sottolinea la necessità di garantire stabilità alle risorse: la continua variazione degli stanziamenti, secondo l’organizzazione, rende più difficile la pianificazione di lungo periodo da parte delle imprese agroalimentari.

 

(SP)

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