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Coldiretti, i nostri dubbi sulla manifestazione di ieri

2026-04-28T08:56:08+02:0028 Aprile 2026 - 08:56|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: |

Di Andrea Dusio

Tutto di grande impatto e in qualche modo scenografico: la folla di attivisti di Coldiretti convenuta al Brennero da ogni parte d’Italia (leggi qui), una grande massa gialla ai lati dell’autostrada, le bandiere e gli striscioni, i cartelli con scritto ‘Fermiamo il falso cibo italiano’, ‘No al cibo estero che diventa italiano’, le celle frigorifere dei tir aperte, le macchine e il personale delle forze dell’ordine. Lo abbiamo visto al Tg5 e a Tg1 Economia nella giornata di ieri. “Cosa c’è sul camion?”, chiede Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, nel servizio mandato in onda durante il telegiornale di Mediaset. “Ci sono oltre 24mila chili di pesce, bastoncini di filetto di merluzzo con la scritta già in italiano”, denuncia un militante che esamina la merce tirata giù dai camion. Una cosa però non abbiamo capito. Chi ha fermato i tir? La nota pubblicata sul sito dell’associazione, che abbiamo riportato anche nella nostra news, ci viene in aiuto: “La giornata al Brennero è stata resa possibile grazie al supporto determinante della Guardia di Finanza con il supporto della polizia e dell’Icqrf che si confermano come i principali alleati degli agricoltori e dei cittadini consumatori nella tutela della salute e del rispetto delle regole, grazie anche a un sistema di controlli che non ha eguali nel mondo”. Supporto offerto alla manifestazione di Coldiretti. E questo, se ce lo consentite, suona un po’ curioso: un’associazione di lavoratori del primo settore che ferma i tir al confine, o meglio, li fa fermare alle forze dell’ordine, per mettere in scena la propria protesta. Corretta nei contenuti, su questo non abbiamo niente da dire. Sul metodo invece, servirebbe almeno la riprova: cosa accadrebbe se a manifestare con la stessa modalità fosse un’altra associazione? 

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