Roma – A marzo l’export italiano verso i mercati extra-Ue cresce del 4,5% su base annua, sostenuto soprattutto dal forte incremento delle vendite verso Svizzera e Cina e dal progresso, più contenuto, degli Stati Uniti, dove le esportazioni avanzano dell’1,6%. Questa la panoramica fornita dai dati Istat, ripresi dal Sole 24 Ore.
Dietro il dato complessivamente positivo emerge però una forte criticità: le vendite verso l’area Opec, il perimetro statistico più vicino al Medio Oriente, crollano del 43% in un solo mese. In valore assoluto, sottolinea il quotidiano di Confindustria, il calo equivale a circa 800 milioni di euro di mancati incassi, segnale dell’impatto delle tensioni geopolitiche sulle spedizioni internazionali e sulle forniture legate, in particolare, al settore oil & gas.
La crisi nell’area del Golfo si riflette anche sul clima economico interno. Ad aprile, spiega l’Istat, l’indice di fiducia dei consumatori scende da 92,6 a 90,8, il livello più basso da gennaio 2023, mentre l’indicatore composito delle imprese cala da 97,3 a 95,2, minimo da ottobre. Per le aziende esportatrici, il quadro resta quindi a doppia velocità: domanda extra-Ue ancora positiva, ma rischio Medio Oriente sempre più rilevante, conclude l’istituto nazionale di statistica.