Ferrarini, fatturato in crescita a 197 milioni di euro (+7,6%)

2026-05-05T16:08:37+02:005 Maggio 2026 - 16:08|Categorie: in evidenza, Salumi|Tag: , , , |

Reggio Emilia – L’Ad di Ferrarini, Daniela Filipaz, commenta la guerra in Medio Oriente al Sole 24 Ore: “Almeno per ora la crisi ha un impatto contenuto e le vendite non hanno subito particolari flessioni, anche se preoccupa la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie. Abbiamo investito nell’efficientamento nello stabilimento di Lesignano de’ Bagni e in fonti di energie rinnovabili a Casatenovo. Ciò permette di contenere l’impatto degli aumenti energetici”. Dopo l’omologa definitiva del concordato preventivo, l’assetto societario vede Amco (società del ministero delle Finanze) con il 20% delle quote, mentre l’80% è del Gruppo Pini, che ha da poco approvato un bilancio consolidato da 1,7 miliardi e 60 milioni di Ebitda.

Il fatturato di Ferrarini si attesta invece a 197 milioni (+7,6%), un Ebitda da 13,4 milioni, “con una marginalità del 7%, sopra la media del settore”, sottolinea l’Ad, e un utile ante imposte di 3,4 milioni. L’azienda ha così invertito il segno rispetto all’anno precedente, in cui la perdita è stata di 7,7 milioni.

“Sono i risultati di una gestione virtuosa degli ultimi sette anni. Epurato da poste straordinarie legate al concordato, i bilanci hanno sempre rilevato un utile. Nel 2024 la perdita derivava da svalutazioni e siamo contenti di aver ottemperato a pagamenti per oltre 20 milioni ai creditori privilegiati e al versamento degli stipendi arretrati ai dipendenti con due mesi di anticipo”.

L’azienda ha deliberato anche un aumento di capitale di 10 milioni per sostenere gli investimenti, finalizzati, tra l’altro, alla realizzazione del nuovo stabilimento di Masone (Reggio Emilia), che comporterà un investimento di 100 milioni. “Entro il 2028 nascerà il primo impianto di produzione di prosciutto cotto a impatto zero in Europa“, commenta Filipaz. Con la nuova struttura da 46mila metri quadrati, Ferrarini intende raddoppiare il giro d’affari nell’arco di otto-dieci anni arrivando a 400 milioni di euro. “Importanti anche le sinergie con Vismara (altro brand storico rilevato da Pini nel 2025)”, aggiunge.

Infine, l’estero vale ad oggi il 22% del fatturato (+15% sul 2024), ma l’obiettivo è di arrivare oltre il 30% nei prossimi anni.

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