Pechino – Segnali di distensione sul fronte agricolo nei rapporti tra Cina e Stati Uniti. La Cina ha rinnovato le licenze di esportazione per centinaia di impianti statunitensi di lavorazione della carne bovina, riaprendo di fatto il mercato cinese ai grandi operatori americani del settore.
Tra le aziende interessate figurano Tyson Foods e Cargill. Negli ultimi dodici mesi oltre 400 operatori Usa, pari a circa il 65% degli impianti registrati, avevano perso l’idoneità all’export verso la Cina dopo la scadenza delle autorizzazioni, con un conseguente crollo del 67% delle esportazioni di carne bovina lavorata rispetto al 2024. La stretta era arrivata come risposta ai dazi annunciati dal presidente Donald Trump contro i principali partner commerciali globali. Con il rinnovo delle autorizzazioni, i produttori statunitensi potranno ora esportare in Cina per i prossimi cinque anni.
Più complesso resta invece il dossier soia, gli agricoltori Usa puntano a un aumento degli acquisti cinesi nei prossimi mesi, anche alla luce delle difficoltà generate dall’aumento dei costi dei fertilizzanti, che sta spingendo molti produttori a orientarsi verso la soia anziché il mais. Tuttavia, la domanda appare in rallentamento, la Cina sta cercando di ridurre il numero di suini allevati per sostenere i prezzi della carne e migliorare la redditività degli allevamenti, con una conseguente diminuzione del fabbisogno di mangimi a base di soia. A pesare anche la concorrenza del raccolto record del Brasile, destinato a rendere la soia sudamericana più competitiva rispetto a quella statunitense.