Roma – Il Ministero della salute ha aggiornato il quadro delle patologie animali non armonizzate a livello europeo ma considerate rilevanti per l’Italia, rafforzando così il sistema di sorveglianza e biosicurezza negli allevamenti bovini, ovicaprini e nelle filiere del latte.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 26 gennaio 2026, l’Italia definisce l’elenco delle malattie di interesse nazionale ai fini della prevenzione e del controllo sanitario, in coerenza con il regolamento europeo 2016/429 (Animal Health Law).
Tra le malattie incluse figurano l’agalassia contagiosa degli ovini e dei caprini, lo Streptococcus agalactiae legato alle mastiti bovine e il CAEV (Artrite-Encefalite Caprina), tutte patologie con impatto diretto sulla produzione lattiero-casearia e sui programmi di risanamento sanitario degli allevamenti. L’elenco comprende inoltre leptospirosi, leishmaniosi, mixomatosi e malattia emorragica virale del coniglio, oltre al mantenimento della sorveglianza sull’infezione da SARS-CoV-2 nei visoni.
Il decreto rappresenta uno strumento operativo per rafforzare le attività di monitoraggio, prevenzione e controllo da parte delle autorità competenti, confermando il ruolo centrale della biosicurezza nella tutela della salute animale e della continuità produttiva delle filiere agroalimentari italiane.