Di Giulio Rubinelli
Sono 3,6 milioni di euro di Premio Fairtrade generati in Italia nel 2025 per lo sviluppo delle filiere globali. Gli acquisti certificati confermano la sostenibilità come valore strutturale per le impreseCresce del 4% il numero di aziende partner e salgono a 2.746 le referenze certificate.
In un anno segnato dall’incertezza normativa europea, con il pacchetto Omnibus che ha rallentato i tempi di recepimento di direttive chiave come CSRD e CSDDD, e da una volatilità senza precedenti sui mercati delle materie prime agricole, il 2025 rappresenta un momento di consolidamento strategico per le imprese italiane: la sostenibilità viene integrata stabilmente come pilastro del modello di business, trasformandosi in un asset fondamentale per la competitività.
A confermarlo sono i dati del Bilancio Sociale 2025 di Fairtrade Italia – l’organizzazione che dal 1994 rappresenta nel nostro Paese il sistema di certificazione internazionale per filiere trasparenti e responsabili – presentati in occasione dell’incontro tenutosi a Milano ieri, 28 maggio, dal titolo ‘Sostenibilità, patrimonio per le imprese’.
I numeri del rapporto Fairtrade evidenziano un mercato maturo dove la scelta etica è diventata uno strumento indispensabile per la competitività delle imprese e la tenuta delle filiere globali: nel solo 2025, i consumi certificati da Fairtrade in Italia hanno generato oltre 3,6 milioni di euro di Premio destinati al supporto degli agricoltori e lavoratori di Asia, Africa e America Latina. In questi contesti, il sistema Fairtrade ha costruito nel tempo un’infrastruttura di governance paritaria capace di riequilibrare i rapporti di forza tra produttori e mercato e di supportare le imprese nella gestione della tracciabilità, trasformando gli obblighi di due diligence in reali opportunità di valore.
Il Premio Fairtrade: ogni acquisto è un atto concreto
Il Bilancio Sociale 2025 evidenzia la tenuta delle filiere etiche in Italia, dove il volume complessivo del Premio Fairtrade, la somma aggiuntiva al prezzo di vendita che le organizzazioni di agricoltori gestiscono in autonomia per progetti di sviluppo, ha raggiunto la cifra di 3.601.122 euro nel 2025. Il contributo maggiore è arrivato dalla filiera del cacao, che da sola ha generato oltre 2 milioni di euro (2.006.356), confermandosi come il principale motore di impatto economico con il 56% del totale nazionale. Seguono le banane, pilastro dei consumi certificati in Italia con oltre 16,5 milioni di kg venduti (+13% rispetto al 2024) e 807.868 euro di Premio, il caffè con 328.939 euro, lo zucchero con 234.065 euro, il cotone con 134.273 euro e infine i fiori con 89.151 euro. A livello globale, questa dinamica ha contribuito al traguardo del sistema che, nell’ultimo quinquennio, ha redistribuito ai produttori oltre un miliardo di euro.
Un mercato maturo: referenze e aziende in crescita
Il 2025 segna un’importante accelerazione dell’ecosistema Fairtrade in Italia: le aziende partner salgono a 316 (+4% rispetto al 2024), con un dato particolarmente significativo sui licenziatari puri – ovvero quelli che portano a scaffale prodotti finiti a marchio Fairtrade – cresciuti del +24% rispetto al 2024 (da 29 a 36 aziende). Un segnale che la certificazione non è più percepita come un requisito di conformità, ma come un asset identitario e competitivo. L’offerta a scaffale ha infatti raggiunto le 2.746 referenze certificate (+7% rispetto al 2024), trainata dal comparto cioccolato e biscotti (1.152 prodotti) e dal cotone (632).
Oltre la certificazione: il progetto ‘Malawi Fame Zero’
Il Bilancio Sociale 2025 documenta anche l’avvio del progetto sul campo ‘Malawi Fame Zero’, iniziativa triennale finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzata con Fairtrade Africa e Agricane Malawi. Il progetto risponde ai gravi disastri ambientali che continuano a colpire i distretti di Chikwawa e Nkhotakota, causando ingenti perdite di raccolto e il blocco delle esportazioni di zucchero. L’intervento mira a tutelare la sicurezza alimentare di oltre 4.400 produttori e produttrici e delle loro famiglie, attraverso la promozione di pratiche agricole sostenibili, il potenziamento delle infrastrutture idriche con l’installazione di pozzi, l’avvio di percorsi di educazione alimentare e di empowerment rivolti soprattutto alle donne. L’obiettivo è promuovere la diversificazione delle fonti alimentari e di reddito, rafforzando la governance cooperativa e costruendo un modello di resilienza socio-economica a beneficio delle comunità locali.
“I dati del Bilancio 2025 confermano che per le imprese italiane la sostenibilità è ormai un asset strategico irrinunciabile”, ha dichiarato Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia. “In un contesto regolatorio in continua evoluzione, presidiare l’integrità delle filiere globali con strumenti tecnici affidabili è la chiave per garantire stabilità agli approvvigionamenti e solidità al proprio modello di business. Il Premio generato dai consumi in Italia è il segno tangibile di un sistema che trasforma la trasparenza in un motore di sviluppo economico, capace di generare valore per tutta la catena, dal campo allo scaffale”.